Azionario ancora in testa nella view di Anima a novembre

view, Azionario ancora in testa nella view di Anima a novembre
Kevin Matos (Unsplash)

View positiva sui mercati azionari, e cautela sul fronte obbligazionario. Per il team Investment Research & Advisory di Anima lo scenario di crescita e inflazione per il prossimo mese è ancora costruttivo, alla luce di fondamentali societari robusti e politiche economiche che si confermano un fattore di supporto. Il tutto nonostante il forte rialzo dei prezzi dell’energia e le recenti politiche delle banche centrali che puntano verso un atteggiamento “meno accomodante”.

GLI STRASCICHI DELLA PANDEMIA SULLE SUPPLY CHAIN GLOBALI

Le varie “riaperture” nel dopo-pandemia, scrive il team di esperti, hanno comportato un’impennata nella richiesta di materie prime, come carbone, petrolio e gas naturale e, parallelamente, una serie di difficoltà per le catene di approvvigionamento globali. Il forte ritorno della domanda da parte della maggior parte delle economie sviluppate ed emergenti ha determinato, infatti, un marcato incremento dei prezzi, accentuato da alcune difficoltà nella distribuzione e nella logistica (il solo petrolio ha avuto un aumento del 20% da agosto a oggi).

Questi chiari di luna non hanno però impattato sull’ottimismo dei mercati azionari, che hanno proseguito la loro ascesa anche “grazie alla solidità di quadro macro e bilanci societari”. Secondo il team di ricerca di Anima, le tensioni lungo la catena di approvvigionamento dovrebbero infatti diminuire, seppur gradualmente, mentre si rafforza la domanda interna negli Stati Uniti e in Cina. Al contrario, le obbligazioni governative sono state penalizzate per effetto dell’aumento dei rendimenti, generato dalle pressioni inflazionistiche e da politiche monetarie meno accomodanti. Intanto la crescita globale dovrebbe restare positiva, con una previsione di espansione a un ritmo del 6% nel 2021 e del 4,5% nel 2022, mentre l’inflazione entro la fine dell’anno dovrebbe raggiungere il picco negli USA e nell’area Euro.

LE POLITICHE MONETARIE

Lo scenario internazionale risente anche delle attese sulle mosse delle banche centrali. In particolare, la FED si prepara al tapering (ribadito tra l’altro nell’ultima riunione del 3 novembre) ma sarà comunque “paziente” sui tassi di interesse. Mentre la BCE, alle prese con la difficile uscita dal Piano di Acquisto Titoli Pandemico (Pandemic Emergency Purchase Programme), nella riunione di dicembre potrebbe decidere per un programma transitorio da marzo 2022. “Riteniamo comunque che la rimodulazione dello stimolo monetario non debba preoccupare, ma sia coerente con il consolidamento della ripresa post-pandemica e che le due principali banche centrali, se pur con le dovute differenze, manterranno un approccio accomodante per evitare un eccessivo inasprimento delle condizioni finanziarie”, scrive Anima.

ALLOCAZIONE SETTORIALE

I ricercatori mantengono quindi un giudizio positivo sui mercati azionari alla luce della crescita registrata dall’inizio dell’anno che, seppur destinata a rallentare, “resterà significativa, grazie alla forza della domanda che sostiene i ricavi delle aziende”. L’allocazione settoriale privilegia i comparti ciclici, in virtù del probabile ridimensionamento dei timori sulla crescita, della persistenza delle pressioni sull’inflazione e dell’aumento dei tassi (in sovrappeso, fra gli altri, i titoli energetici, finanziari e dei materiali). Opportunità anche all’interno di alcuni settori difensivi: le utilities europee saranno favorite dall’accelerazione degli investimenti nella transizione energetica, grazie al contributo determinante delle autorità; negli Stati Uniti, le società operanti nell’healthcare sono caratterizzate da valutazioni particolarmente appetibili e stanno offrendo sorprese positive sugli utili del terzo trimestre, oltre a una elevata visibilità sulle prospettive del 2022.

MERCATI OBBLIGAZIONARI

Anima reputa “eccessivi” i timori relativi alla potenziale stagflazione. “Il nostro scenario base vede l’inflazione rimanere elevata nei prossimi trimestri, ma successivamente normalizzarsi, ed è coerente con un ulteriore rialzo dei tassi dai livelli attuali”, scrivono gli esperti che mantengo un giudizio negativo sulle obbligazioni governative core. Neutrale il giudizio sui BTP, pur confermando un interesse relativo per i BTP a breve-medio termine “per due ragioni: sia perché la curva dei rendimenti italiana esprime, in quel segmento, una maggior pendenza rispetto alle altre curve europee; sia perché la disaffezione degli investitori per la duration potrebbe convogliare maggior domanda sulla parte breve italiana, portando ad un proporzionale maggior restringimento dello spread su queste scadenze”. L’aumento dei tassi governativi ha inciso anche sull’andamento dei titoli obbligazionari corporate: in questo comparto viene confermato un approccio neutrale e molto selettivo, mentre per quanto riguarda i mercati valutari l’opinione è che la prospettiva di una Fed meno espansiva possa supportare il dollaro. Nel breve periodo, tuttavia, Anima rinnova un giudizio di neutralità

MERCATI AZIONARI  E COMPONENTE ITALIA

Sul fronte azionario, a livello di posizionamento, nei fondi europei i settori in sovrappeso sono banche, assicurazioni, energia e in misura minore materiali. Complessivamente in sottopeso i settori difensivi. In particolare la società insiste sul settore delle utilities in cui si attende un’accelerazione degli investimenti green, finanziati principalmente attraverso risorse pubbliche. In Italia, intanto, il successo della campagna vaccinale e le prospettive aperte dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) fanno da motore alla crescita che dovrebbe confermarsi al 6% quest’anno e al 4% nel 2022. Anima mantiene un forte sovrappeso sul settore finanziario, correlato positivamente al rialzo dei tassi e che, in ottica della stagione degli utili (earning season), non dovrebbe aver risentito delle problematiche relative alla catena di approvvigionamento globale. È stato incrementato il settore energetico, mentre i principali sottopesi riguardano i consumi discrezionali e gli industriali.