Azioni e obbligazioni, dove trovare valore in una fase di mercato complessa

Sabriyah Denham News
Sabriyah Denham e Sam Witherow (J.P. Morgan AM)

La crisi in Medio Oriente sta ridisegnando significativamente lo scenario di mercato, con implicazioni che dipendono in larga misura dalla durata del conflitto e dal suo impatto sui prezzi di petrolio e gas, e quindi su inflazione e crescita. Negli ultimi meeting, Fed, BCE e BoE hanno mantenuto una posizione attendista, lasciando i tassi invariati. Ma il contesto di politica monetaria è cambiato rapidamente rispetto all’inizio dell’anno: i mercati prezzano oggi uno scenario più restrittivo rispetto a quanto previsto prima dello scoppio del conflitto. “L’equilibrio dei rischi appare più incerto: da un lato, le pressioni inflazionistiche legate ai prezzi energetici potrebbero spingere verso un orientamento più restrittivo della politica monetaria; dall’altro, un eventuale prolungamento delle tensioni rischia di incidere sulle prospettive di crescita, con possibili ripercussioni anche sui mercati dei tassi”, analizza Sabriyah Denham, Investment Specialist della strategia JPM Flexible Credit, di J.P. Morgan AM intervistata da FundsPeople a margine di Consulentia 2026. “Per quanto riguarda il credito, le dinamiche recenti mostrano un moderato ampliamento degli spread sia nel segmento investment grade sia nell’high yield. Tuttavia, le principali aree di vulnerabilità emergono in alcuni settori specifici, in particolare nel comparto tecnologico legato a software e intelligenza artificiale”, prosegue. “Nel complesso, i mercati del credito continuano a mostrare un buon grado di tenuta, con un livello di offerta sostenuta soprattutto nel segmento investment grade e un supporto da parte degli investitori alla ricerca di rendimento”, afferma.

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