Tassi, inflazione, politiche commerciali: sono molti i fattori che guideranno l’andamento dell’economia e dei mercati nel 2025. Il più recente Survey of professional forecasters pubblicato a gennaio dalla BCE prevede un’inflazione in calo verso il target del 2% entro il 2027, nonostante possibili fluttuazioni dovute ai prezzi dell’energia. Per quanto riguarda il PIL dell’Eurozona, gli esperti interpellati dalla BCE si aspettano una crescita dell’1% nel 2025 e dell’1,3% nel 2026 e 2027, con una leggera revisione al ribasso. Guardando invece agli Stati Uniti, il report di gennaio del Congressional Budget Office mette in conto un raffreddamento significativo della crescita economica, in calo dal 2,3% del 2024 all’1,9% nel 2025, e all’1,8% nel 2026. Anche negli USA, le stime sull’inflazione vedono un allineamento al 2% entro il 2027. Ma sono tante le incertezze che potrebbero ribaltare le previsioni degli enti ufficiali, a cominciare dalle politiche della nuova Amministrazione Trump. E l’outlook 2025 degli investitori potrebbe divergere significativamente anche in base al modo in cui vengono analizzati e interpretati i big data, le enormi quantità di dati oggi a disposizione di analisti e gestori. Di questi temi si è parlato nella prima parte della tavola rotonda di FundsPeople dedicata ai big data.
Big data e mercati: come interpretare i segnali per il 2025

Tavola rotonda FundsPeople su big data. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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