I big data nel risparmio gestito: per un processo decisionale più efficiente

Tavola rotonda FundsPeople su big data. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Tavola rotonda FundsPeople su big data. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

I big data sono il nuovo oro nero per l’industria del risparmio gestito. L’analisi 'Applications of big data analytics in investment management: a review and future research agenda of future management' condotta dal Trinity Business School di Dublino e dall’Indian institute of management di Rohtak, definisce il valore dei dati e le applicazioni nell’industria. Secondo lo studio i gestori non sono immuni al bias, e vi è una tendenza a interpretare le informazioni ottenute nell’ottica delle proprie esperienze personali. Le soluzioni possibili individuate dallo studio sono due: affidarsi a un processo decisionale condotto da team molto ampi e diversificati, o affidarsi a strumenti di analisi algoritmici e informatizzati. Per questo i dati oggi rappresentano una ricchezza per le aziende finanziarie, ed è essenziale sviluppare sistemi per interpretarli. Il fattore più importante, sostengono i ricercatori, consiste nel filtrare i rumori di fondo che possono 'inquinare' i big data per poter effettuare analisi accurate e affidabili. Due le aree di sviluppo individuate nell’indagine: i gestori dovranno integrare i sistemi analitici con le evidenze della finanza comportamentale, e sarà necessario comprendere le conseguenze dell’introduzione di gestori robot in aree in cui sono le decisioni umane, storicamente, a dominare i mercati, bias inclusi. Di big data e delle loro applicazioni concrete nella gestione degli investimenti abbiamo parlato nella seconda parte della tavola rotonda di FundsPeople.

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