L’attenzione dei mercati è concentrata sulle dinamiche geopolitiche. La domanda chiave riguarda le ricadute di lungo periodo della guerra in Iran, che potrebbe presagire a un ritorno strutturale dell’inflazione o avere un impatto in termini di rallentamento o recessione economica. “L’ipotesi peggiore è quella di stagflazione, anche se al momento è lo scenario meno probabile. L’elemento chiave per determinare la portata dello shock resta la durata del conflitto militare”, afferma Salvatore Bruno, deputy head of investments e head of active management, Generali Asset Management, intervenuto in occasione di Consulentia26.
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.
