Buonomini (abrdn): "Le tre leve del nostro piano industriale: sostenibilità, private market e innovazione di prodotto"

Matteo Buonomini_news
Matteo Buonomini. Foto concessa (Aberdeen Investments)

Tre sono le leve principali che muovono il futuro di abrdn. Il focus sulla sostenibilità, i private market e l’innovazione di prodotto. È quanto si apprende dal piano industriale messo a punto nel 2021 e illustrato a FundsPeople da Matteo Buonomini, nominato nuovo head of Italy Distribution lo scorso gennaio.

La società, che negli anni è cresciuta attraverso fusioni e acquisizioni, nel 2013 con l’acquisizione di Scottish Widows Investment e nel 2017 con la fusione con Standard Life Investments, è in Italia da 13 anni e oggi può contare su 500 miliardi di masse in gestione.

Questa evoluzione ha portato a una maggiore focalizzazione sui nuovi bisogni della clientela.

Il piano industriale

Tornando al piano industriale, da questo si evince la volontà di abrdn di portare avanti poche cose ma ben fatte. Sul fronte dei private asset al momento abrdn si sta focalizzando principalmente sulle infrastrutture e sul real estate. Mentre, in questa fase, la società vede meno interesse sul private equity da parte della clientela.

Per quanto riguarda l’area relativa all’innovazione di prodotto “andiamo verso maggiori investimenti sull’azionario asiatico che rappresenta una delle nostre competenze distintive e con un’innovazione legata a nuovi prodotti core”, prosegue il capo dell’Italia.

“Siamo attivi anche sul fronte del passivo, dove abbiamo già un decimo delle nostre masse con una caratterizzazione più istituzionale. stiamo finalizzando la nostra piattaforma e recentemente abbiamo lanciato il primo Etf attivo rivolto agli investitori europei. Dal nostro punto di vista il segmento degli ETF attivi può creare del valore e offre ancora spazio di crescita”, commenta il professionista.

Alla base di queste tre aree e dell’approccio aziendale di abrdn, resta la sostenibilità, su cui la società continua a investire, con un team di trenta persone guidato da un chief sustainable officer, che si focalizza su transizione energetica, innovazione di prodotto e processi integrati ESG.  “La nostra forte vocazione alla sostenibilità, ci ha inoltre portati, nel 2022, a stringere una partnership triennale con Unesco, che riguarda cinque progetti a livello UE legati allo sviluppo sostenibile. Essere stati selezionati come unico partner finanziario di Unesco, per noi è importante poiché significa che stiamo andando nella direzione giusta. Si tratta di fare business responsabile, e dare l'esempio come società”, dice Buonomini.

Focus Italia

A livello europeo l’Italia continua a essere (insieme alla Germania) il mercato di riferimento per abrdn. “I motivi sono da rintracciarsi nei livelli di risparmio e liquidità presenti nel book dei nostri clienti che sono veramente alti e, a mio avviso, c’è ancora uno spazio di crescita molto ampio che è rappresentato dalla clientela retail”, spiega.

I due canali wholesale e il retail, a seguito della sempre maggior importanza delle partnership con le reti di distribuzione, si sono rivelati più interconnessi. “Con questi canali per noi risulta dunque fondamentale instaurare partnership di lungo periodo per creare servizi ad hoc andando incontro alle esigenze dei nostri clienti”, prosegue. Esigenze che secondo abrdn sono legate a un trend di lungo periodo: la centralità della sostenibilità, che nel tempo si è fatta sempre più strada tra gli investitori, a tutti i livelli.

Prodotti e strategie

Infine, un ultimo cenno ai prodotti e alle strategie che detteranno il passo dei prossimi anni. Per quanto riguarda l’azionario, “la Cina dopo la riapertura post Covid avrà un incremento del PIL e dei consumi domestici quindi, secondo noi, è dunque il momento di investire nell’azionario cinese di A-Share, che è rivolto al mercato domestico”, rivela Buonomini.

Sul fronte obbligazionario, invece, recentemente abbiamo visto aumentare i flussi delle grandi reti verso i Btp, con un incremento della concentrazione sul rischio Paese, “il nostro obiettivo è invece concentrarci sul comparto obbligazionario cercando di battere il rendimento del Titolo di Stato. Per questo proponiamo un governativo, il GDP Weighted government bond fund, in cui pesiamo i Paesi in termini di crescita e non di debito. Si tratta di un prodotto più diversificato con un’allocazione maggiore nei mercati emergenti, un rendimento più alto e volatilità più bassa.In un portafoglio così costruito l’Italia pesa il 2% (a fronte del 7% in un portafoglio classico)”.

Come ulteriore driver infine c’è quello dei mercati privati. “Il rialzo dei tassi diminuisce l’interesse verso gli investimenti di lungo periodo, ad esempio 7-8 anni, noi offriamo quindi un prodotto come il Global private market fund, che consente un’esposizione diversificata nell’asset class con una liquidità trimestrale”, conclude Matteo Buonomini.