Caos USA, le reazioni degli asset manager internazionali

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Il 2021 si apre in modo drammatico per gli Stati Uniti. Il giorno che rappresenta nei fatti l’atto conclusivo della tornata elettorale iniziata a novembre entra in modo indelebile nella memoria collettiva degli USA, non per il ritrovato controllo sia della Camera che del Senato da parte dei Democratici, non accadeva dal 2009, ma per le scene di devastazione del Congresso invaso dai manifestanti pro-Trump accorsi a Washington per protestare contro un risultato elettorale che definiscono frutto di brogli e gravi irregolarità.

Il mondo economico e il focus dei mercati

La tragicità degli eventi, cinque sono i morti in seguito agli scontri, non ha impedito al Congresso di riprendere i lavori e proclamare Joe Biden 46esimo presidente degli Stati Uniti. Carica che sarà effettiva a partire dal 20 gennaio, data in cui il leader democratico presterà giuramento. Il tutto mentre i rappresentanti del mondo economico, tra cui David Solomon, chairman e CEO di Goldman Sachs, si appellavano al senso delle istituzioni in nome di un passaggio di potere in linea con i principi democratici. “È tempo per tutti i cittadini americani di unirsi e andare avanti con una transizione pacifica. Dobbiamo iniziare a reinvestire nella nostra democrazia per ricostruire quelle istituzioni che hanno fatto degli Stati Uniti una nazione eccezionale”, ha dichiarato Solomon.

Preoccupazione e incredulità per quanto accaduto si mischiano, e non potrebbe essere altrimenti, anche nei commenti provenienti dalle case di gestione per cui, da un punto di vista strettamente economico-finanziario, il dato fondamentale da rilevare relativamente alla giornata del 6 gennaio è il completamento del quadro di composizione del Senato.

Le prime reazioni sono ben sintetizzate dalle parole di Benjamin Melman, Global CIO di Edmond de Rothschild Asset Management. “Sebbene scioccanti e spettacolari, questi eventi non mettono in discussione la solidità delle istituzioni americane o l’elezione di Joe Biden. Va notato che le personalità di spicco del Partito Repubblicano, tra cui il Vicepresidente, si sono dissociate dalle ultime richieste del Presidente Trump per impedire la formalizzazione dell’elezione del candidato democratico. C’è stata quindi la comparsa di una prima profonda divisione nel campo repubblicano poche ore prima dell’assalto al Campidoglio. La drammatica svolta degli eventi dovrebbe porre fine alla contestazione di un gruppo repubblicano, fino ad ora molto unito. Questa è una crisi politica, non una crisi dei mercati”.

E ciò che più conta per i mercati è che le elezioni in Georgia si siano concluse certificando una maggioranza democratica anche al Senato USA. “Le scene inquietanti dei manifestanti all’assalto di Capitol Hill ieri hanno inasprito la vittoria, ma resta il fatto che i Democratici ora controllano il Congresso e sono in condizione di implementare molti dei punti dell’Agenda del Presidente eletto Joe Biden”, ha affermato Keith Wade, chief economist and strategist di Schroders. “Sebbene gli eventi di ieri notte mostrino che i rischi per una transizione tranquilla permangono, le probabilità di una netta ripresa globale a V sono aumentate”, ha aggiunto.

Come cambiano le previsioni

Vediamo dunque in che modo il dato relativo alla composizione del Congresso modifica le previsioni degli asset manager internazionali.

“L’impatto nel breve termine sarà una maggiore spesa fiscale, con Biden che ha già descritto il recente provvedimento da 900 miliardi di dollari come un anticipo. Ci aspettiamo una legge rafforzata che preveda l’aumento da 600 a 2000 dollari degli assegni che gli Americani riceveranno, l’estensione di sussidi di disoccupazione più elevati (da marzo a giugno) e l’aumento della spesa degli Stati e dei Governi locali. Guardando più avanti, è anche probabile un disegno di legge sulle infrastrutture, con particolare enfasi sull’energia pulita. Tuttavia, possiamo anche aspettarci aliquote fiscali più elevate, soprattutto sul settore corporate, che peseranno sui profitti”, ha spiegato Wade sottolineando inoltre come le stime di crescita della casa di gestione relative agli USA saranno riviste al rialzo alla luce dell’esito delle elezioni in Georgia. “Il nostro scenario base precedente prevedeva un Congresso diviso, quindi rivedremo al rialzo le nostre previsioni economiche per quest’anno e il prossimo in scia alla vittoria democratica. I moltiplicatori suggeriscono di aggiungere un punto percentuale al PIL USA per quest’anno e il prossimo. Ciò porterebbe le nostre stime al +4,8% per il 2021 e +4,5% per il 2022, in rialzo dai +3,8% e +3,5% precedenti”, ha completato.

Inizia la sua analisi con la necessità di un aggiornamento sul dato di crescita anche Paul O’Connor, responsabile del team Multi-Asset di Janus Henderson Investors.

“Un ripulisti democratico dovrebbe risollevare le aspettative di crescita degli Stati Uniti, con conseguenze abbastanza ovvie per i rendimenti obbligazionari. Per i titoli azionari le implicazioni sono più complicate, con il previsto incremento del PIL che sarà in qualche modo controbilanciato da un aumento delle tasse e da una maggiore ingerenza regolamentare. In termini generali, i titoli value e i ciclici dovrebbero essere favoriti rispetto ai titoli growth, ai titoli momentum e a molti dei vincitori dell’era del Coronavirus”, ha sostenuto O’Connor. 

“Paradossalmente, ciò che sembra una buona notizia per l’economia statunitense è probabilmente una cattiva notizia per la performance relativa dei titoli statunitensi. Questo perché la prospettiva di un aumento delle tasse sulle società, di rendimenti obbligazionari più elevati e le preoccupazioni per l’ingerenza normativa peseranno maggiormente sui media, sulla tecnologia e sui colossi delle comunicazioni che dominano gli indici statunitensi. I titoli USA registrano una performance inferiore a quella del mercato globale dallo scorso agosto. Ci aspetteremmo che l’impronta democratica estenda questa tendenza, favorendo una rotazione dai titoli statunitensi verso i mercati emergenti e verso l’Europa”, ha affermato in conclusione il responsabile del team Multi-Asset di Janus Henderson Investors.