Casse di previdenza, risorse oltre i 100 miliardi e focus sul mercato domestico

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Catrin, Johnson, Unsplash

Superano i 100 miliardi di euro le risorse complessive detenute dalle Casse di previdenza italiane. È quanto emerge dal “Quadro di sintesi” dei dati relativi al patrimonio delle Casse di previdenza e alla loro gestione finanziaria nel 2020 presentato da Covip. Dal 2011 al 2020, comunica l’autorità di vigilanza, le risorse sono cresciute a una media annua del 6,8% per un totale di 45 miliardi, arrivando a quota 100,7 miliardi. Tuttavia i dati mostrano dinamiche di crescita differenti tra le singole entità con il 74,1% dell’attivo totale in mano alle cinque casse di dimensioni maggiori. Le prime quattro, indica Covip, hanno registrato nel periodo tassi di crescita medi annui compresi tra il 7 e il 12,6 per cento. “A spiegare le diverse dimensioni dell’attivo – si legge in una nota – concorrono diversi fattori, quali ad esempio le differenze tra i saldi previdenziali che dipendono dai regimi contributivi e prestazionali, oltre che dalle caratteristiche reddituali e socio-demografiche delle diverse platee di riferimento delle Casse”.

I CONTRIBUTI NEL 2020 E LA COMPOSIZIONE DELL’ATTIVO

Nonostante il dato positivo sul totale, lo scorso anno l’impatto della pandemia in termini occupazionali e reddituali ha determinato una riduzione del flusso complessivo dei contributi al netto delle prestazioni. Quest’ultimo nel 2020 si è attestato a 2 miliardi rispetto ai 3,3 dell’anno precedente. A fronte di 10,3 miliardi di contributi incassati (10,7 nel 2019), sono state erogate prestazioni per 8,3 miliardi (7,4 nel 2019). Sempre nel dettaglio delle singole Casse, nelle prime cinque si concentra il 92% del saldo tra contributi e prestazioni (1,8 miliardi). Tra le casse con saldo negativo, in particolare, per la Cassa geometri e Inpgi-gestione AGO, le prestazioni superano i contributi già da alcuni anni, a queste si aggiungono i segni meno di ENPACL e la gestione separata di Inpgi, e in misura più marginale Cassa notariato ed Enpaia. In tutti gli altri casi, la differenza è positiva, con un’ampiezza variabile tra Casse e che in rapporto all’attivo si posiziona tra l’1,1% (Inarcassa e Fasc) e il 7,9% (Enpapi). Sul fronte della composizione degli attivi, gli investimenti in titoli di debito confermano il primato (36,4 miliardi, il 36,2% dell'attivo) seppure in flessione rispetto al 2019 (1,8 punti in meno); seguono gli investimenti immobiliari (19,6 miliardi, il 19,4% dell'attivo) e gli investimenti in titoli di capitale (18,5 miliardi, il 18,3% dell’attivo).

Investimenti nell’economia italiana, raffronto tra Casse e Fondi pensione

Le masse totali detenute da Casse e Fondi Pensione a fine 2020 hanno raggiunto 298,6 miliardi (197,9 miliardi in mano ai Fondi).  Dal raffronto emerge come gli investimenti domestici rappresentino il 34,6% delle attività delle Casse a 34,9 miliardi (in diminuzione dell’1,7% rispetto al 2019), contro il 23,8% dei fondi pensione (38,6 miliardi e -3,1% anno su anno); mentre gli investimenti non domestici (48,1 miliardi e -0,3% rispetto al 2019) corrispondono al 47,7% del totale contro il 68,3% dei fondi (110,5 miliardi, il 2,5% in più rispetto all’anno precedente).

Nell’ambito degli investimenti domestici, per le Casse restano predominanti gli investimenti immobiliari (18,3 miliardi di euro, il 18,2% delle attività totali) e i titoli di Stato (7,9 miliardi di euro, il 7,9% delle attività totali). Mentre i fondi pensione puntano più sui titoli di Stato (28,4 miliardi, il 17,5% dell’attivo netto), investimenti immobiliari (3 miliardi, 1,9%), e titoli emessi dalle imprese (4,6 miliardi, 2,9%). Complessivamente al netto degli investimenti immobiliari e dei titoli di Stato, le risorse finanziarie destinate alle imprese italiane possono essere calcolate in 13,1 miliardi (11,8 nel 2019), così suddivisi: 7,3 (6,6 nel 2019) investiti dalle Casse di previdenza e 5,8 (5,2 nel 2019) impiegati dai Fondi pensione.

L’EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO

Sul fronte normativo, la Covip sottolinea l’importanza di “portare rapidamente a conclusione” la procedura per l’adozione del Regolamento interministeriale in materia di investimenti delle risorse finanziarie delle Casse di previdenza, di conflitti di interesse e di depositario, che, “secondo l’originaria previsione legislativa, avrebbe dovuto essere adottato circa dieci anni fa”. L’Authority insiste sulla necessità di un rafforzamento delle entità previdenziali, anche alla luce delle potenzialità legate al PNRR.