Quando, alla fine del 2019, ai gestori di fondi veniva chiesto che cosa gli investitori potevano aspettarsi da un anno come il 2020, vi era una certo consenso unanime su tre cose: non ci saremmo trovati di fronte ad una recessione ma a un rallentamento dell'economia, le azioni sarebbero state comunque una forma d'investimento con un maggiore potenziale di apprezzamento rispetto alle obbligazioni in un contesto di pochi cambiamenti di politica monetaria e che nel rally dei mercati, che la maggior parte di loro situava al di sotto delle due cifre, ciò che avrebbe fatto la differenza sarebbero stati i fondamentali. Poi è arrivato il COVID-19 a cambiare le carte in tavola e se, come il mondo di oggi, non ha nulla a che vedere con quello del dicembre 2019, anche le previsioni dei gestori sono tutt'altro che simili a quelle formulate alla fine dello scorso anno.
Come il COVID-19 ha influito sui rendimenti attesi a breve, medio e lungo termine

Cécile Brasseur, Unsplash
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