La catarsi che stanno vivendo i mercati in questo inizio d’anno sta provocando cambiamenti importanti sia nella percezione degli investitori che nelle strategie dei gestori. Senza dubbio la crisi cinese, la caduta del prezzo del petrolio e la debolezza dei dati macro negli Stati Uniti sono elementi che provocano dubbi e nervosismo. Stando ai dati di gennaio (gli ultimi provengono dall’ISM) non c’è da stare tranquilli. L’indice di clima imprenditoriale negli USA mostra un’industria in recessione per il quarto mese consecutivo in 10 settori su 18, con particolare sofferenza per quelli legati allo sviluppo energetico (petrolio, biomassa) o al contesto internazionale (settore alimentario). Altri, invece, come quello dell’elettronica e della chimica, presentano prospettive molto rassicuranti secondo quanto riferisce Groupama AM. Le conseguenze: le compagnie difensive sopportano meglio di quelle cicliche.
Come stanno reagendo i gestori al crollo dei mercati?

Rednuht, Flickr, creative commons
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