La Cina - non che non si sapesse già - ha vissuto un'estate turbolenta. Dopo le correzioni in Borsa cominciate a luglio e continuate ad agosto, il governo ha deciso di applicare un'inaspettata svalutazione del renminbi, in un momento in cui il Paese registra un preoccupante rallentamento nella crescita, che ha fatto crollare a catena altri mercati emergenti, soprattutto quei mercati la cui economia dipendeva di più dall'esportazione delle materie prime richieste proprio il gigante asiatico. Di fronte a questo panorama, molti investitori si chiedono se la Cina non abbia esaurito il suo potenziale. Warren Buffet non è tra questi. In una recente intervista, il guru ha espresso la sua forte convinzione del potenziale a lungo termine del Paese: ha detto chiaro e tondo che continua ad essere "positivo in Cina". Nemmeno l'intervento del governo ha frenato l'entusiasmo di Buffett verso il mercato asiatico. "Gli Stati Uniti sono sopravvissuti a due guerre mondiali nel XX secolo, alla Grande Depressione, a una guerra civile... eppure tra alti e bassi, a lungo termine, la loro economia è cresciuta. Lo stesso succede con la Cina", aggiunge.
Cosa pensa Warren Buffett delle turbolenze cinesi?

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