Il credito ha registrato due anni positivi dopo lo shock subito nel 2022. La compressione degli spread nell’ultimo biennio è stato il primo contributore ai rendimenti, sostenuta dai fondamentali in miglioramento e da forti flussi in ingresso sull’asset class. E guardando al futuro, i tassi in calo creano un contesto favorevole e rappresentano un probabile un fattore chiave di nuove performance. “Alla fine di settembre, gli spread dell’high yield in euro si sono chiusi a 342 punti base (al di sotto della media annuale di 404), mentre gli spread dell’high yield in dollari si sono ridotti a 303 punti base (rispetto a 439). Un quadro simile si è osservato sul mercato investment grade”, osserva Akram Gharbi, head of High Yield di Crédit Mutuel Asset Management.
Credito, è (ancora) il momento di puntare sull’high yield? Ecco cosa ne pensano i gestori

Jose Ramos, Unsplash
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