A gennaio il volume delle attività di trading sulle emissioni di credito statunitensi è aumentato dell’11,5% rispetto allo stesso mese del 2024, sfiorando un controvalore di 1.438 miliardi di dollari, secondo dati dello US Fixed Income Securities Statistics (SIFMA). Una partenza con l’acceleratore, quindi, per quello che si prospetta come un anno vivace per chi investe in questa asset class. In Europa, le emissioni societarie sono diminuite leggermente nella seconda metà del 2024, pur rimanendo a livelli elevati rispetto alle medie storiche. La fotografia del mercato del credito europeo è restituita dal recente Report on trends, risks and vulnerabilities (TRV) pubblicato a febbraio 2025 dalla European securities and market authority (ESMA). L’indagine riscontra dei segnali che anticipano un miglioramento della qualità del credito europeo, soprattutto tra gli emittenti non finanziari che avevano visto un peggioramento dei rating e un aumento dei default nel 2024. Nondimeno, nel breve e medio termine persisteranno dei rischi per il mercato creditizio, resi ancora più evidenti dal gran numero di emittenti corporate che avranno bisogno di rifinanziarsi nel corso dei prossimi mesi, e che si troveranno a fronteggiare costi del debito molto più alti rispetto a qualche anno fa. Questo scenario dinamico, su cui si innestano le incertezze collegate al contesto macroeconomico, è stato analizzato in dettaglio nella prima parte della tavola rotonda di FundsPeople, tenutasi a Milano il 23 gennaio e dedicata agli investimenti sui mercati del credito.
Credito, più opportunità che rischi nel 2025

Tavola rotonda FundsPeople obbligazionario. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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