Il ritorno delle politiche commerciali aggressive negli Stati Uniti ha modificato le previsioni macroeconomiche delle principali case di gestione internazionali. Dopo il cosiddetto "Giorno della Liberazione", l’impatto dei nuovi dazi, più ampi e profondi del previsto, si riflette già sui mercati e nei modelli di crescita. “Gli Stati Uniti ne soffriranno, e molto”, avverte Gilles Moëc, capo economista di AXA Investment Managers. Secondo i dati del Yale Budget Lab citati dall’esperto, il dazio medio applicato dagli Stati Uniti è già salito al 22,5%, ben oltre l’obiettivo dichiarato del 10 per cento. Questo livello storico rappresenta un punto di svolta dalle conseguenze significative: maggiore inflazione, calo dei consumi e minori investimenti.
Dal "Liberation Day" alla "Recession Wave": i gestori rivedono gli scenari alla luce dell’offensiva dei dazi

Tariffs_Recession (CHATGPT)
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