Debito emergente, Aberdeen Investments: “Non è il 2022 e i fondamentali restano solidi”

Uffici di Aberdeen (Milano)

Le tensioni geopolitiche da una parte e l’incertezza sui tassi dall’altra restano al centro dell’outlook quando si tratta di debito emergente. Eppure il punto di partenza, secondo Anthony Simond, Investment director EM Debt di Aberdeen Investments, è più solido rispetto a pochi anni fa. “Dopo le pressioni esercitate dalla pandemia sui bilanci pubblici, negli ultimi due o tre anni abbiamo osservato un miglioramento significativo dei fondamentali, soprattutto nei Paesi emergenti”, afferma. A sostenere questo progresso hanno contribuito l’aumento dei prezzi delle materie prime, favorevole a molti Paesi esportatori, e il rafforzamento dei saldi fiscali. “Le agenzie di rating stanno riconoscendo questi cambiamenti e infatti negli ultimi anni gli upgrade sono stati molti più dei downgrade”.

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