Di Naro (Anima): "Approccio neutrale e selettivo in Europa e USA"

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Un approccio attendista sull'azionario, in attesa di migliori opportunità nel medio periodo, e neutrale sull'obbligazionario. Nel suo outlook mensile Filippo Di Naro, direttore investimenti di Anima SGR, prende le misure di un'America che scalda i motori per il 2026, e di un'Eurozona dove la crescita rimane modesta e condizionata al piano di investimenti tedesco.

Azionario Europa: favoriti consumi, tech e banche

L'Europa sta attraversando una fase di consolidamento legata a diversi fattori positivi: una buona stagione degli utili per i settori bancario e del lusso, condizioni finanziarie in allentamento e l'attenuarsi delle tensioni politiche in Francia. Vi sono, d'altro canto, timori legati alla leva finanziaria necessaria per sostenere gli investimenti infrastrutturali collegati all'IA. A livello macroeconomico, sottolinea Di Naro, la crescita dell'Eurozona resta modesta: "Il dato del PIL del terzo trimestre ha sorpreso al rialzo, ma la revisione è prevalentemente spiegata da un incremento non ripetibile delle esportazioni nette francesi, mentre in Germania la domanda domestica rimane debole". Guardando al 2026, sarà la Germania a determinare l'andamento dei mercati grazie al pacchetto di stimoli e riforme approvato dal governo Merz, controbilanciato dall'insoddisfazione degli elettori tedeschi verso l'esecutivo. Per quanto riguarda l’inflazione, il tasso core di ottobre nell'area euro si attesta al 2,4%, in progressivo rallentamento grazie alla normalizzazione di salari e margini di profitto. Un andamento che permetterà "un nuovo taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea a marzo, seguito da una fase di stabilità", prevede Di Naro.

In questo contesto, Di Naro esprime "un giudizio favorevole su consumi discrezionali, tecnologia, banche e materiali. Siamo neutrali su industriali, sanitari e utilities. Abbiamo, invece, un orientamento negativo su comunicazioni, energetici e assicurativi". In Italia, le valutazioni delle large cap hanno recuperato terreno relativamente al resto d'Europa. Per questo motivo, la posizione di Anima su Piazza Affari è neutrale "con preferenza per settori di qualità come wealth management, lusso e food & beverage, nonché per small e mid cap in un’ottica di medio periodo". Limitata, invece, l’esposizione a settori e società più sensibili ai dazi, al deprezzamento del dollaro e alle tensioni commerciali.

Assetto bilanciato sull'azionario USA

Negli Stati Uniti, la crescita potrebbe tornare ad accelerare a partire dal primo trimestre 2026. L'outlook di Anima è leggermente più ottimista del consensus, sulla base di diversi indicatori quali il miglioramento dell'indice ISM di fiducia delle imprese di servizi, la resilienza dei consumi privati, la stabilità del mercato del lavoro. L'impatto dei dazi sull'inflazione resta complessivamente limitato, "persino per le categorie di beni più esposte", nota Di Naro. In termini di politiche monetarie, Anima conferma "l’attesa di quattro tagli da 25 punti base entro il terzo trimestre 2026, con un primo intervento in dicembre o, forse, a gennaio".

I portafogli si confermano orientati verso società con multipli relativamente bassi rispetto alla crescita degli utili attesa, e con prospettive di revisioni positive, "in presenza di valutazioni elevate che caratterizzano in media il mercato statunitense". Con riferimento alla tematica dell'AI, l'approccio di Anima resta costruttivo ma con un'attenta selezione dei titoli: "Ci aspettiamo un allargamento della partecipazione ad altri player, trasversali a più settori, anche per l’impatto positivo sulla produttività", conclude Di Naro.

Posizione neutrale sull'obbligazionario

Sul fronte obbligazionario, Di Naro vede un quadro articolato. Da un lato ci sono i Treasury, con rendimenti a lungo termine che versano ai minimi da inizio anno, nonostante una crescita solida e i rischi inflazionistici. Vi è però un'incertezza dovuta all'ampiezza del deficit, "che nel 2026 potrebbe superare il 7% a causa della possibilità di nuovi stimoli fiscali alle famiglie e della valutazione della Corte Suprema sulla legittimità dei dazi", afferma il CIO. Tutti questi fattori fanno sì che l'outlook di Anima sui T-bond sia sotto revisione e, per il momento, rimanga neutrale.

Dall'altro lato ci sono i titoli di Stato dell'Eurozona, dove pure il giudizio della SGR si mantiene neutrale ma con una sfumatura più costruttiva. I bund, afferma Di Naro, beneficiano di "aspetttive conservative sulla politica monetaria e rendimenti che si posizionano nella parte medio-alta", mentre i BTP giovano di una "forte domanda di titoli italiani" che continua a "rappresentare un elemento di stabilità per i rendimenti", e meritano attenzione per il carry elevato.

Per quanto riguarda il credito, infine, l'outlook mensile di Anima resta selettivo, "in presenza di premi al rischio compressi e di segnali di aumento della dispersione", commenta Di Naro. Il massiccio approvvigionamento di fondi da parte delle big tech sul mercato del credito potrebbe esercitare una pressione sui tassi crescente dal lato dell'offerta.