Dollaro o Bund: fine di un ciclo?

38216027_c699c10f1e_z
foto: autor Sami Keinänen, Flickr, creative commons

Le ultime settimane non sono state parche di colpi di scena: il riaccendersi delle preoccupazioni sulla Grecia, il rallentamento del PIL statunitense e i primi effetti del QE europeo sull’inflazione.
"In uno scenario di questo tipo si è portati a pensare che dollaro e Bund rappresentino un’ottima copertura dei portafogli: niente di più lontano dal vero. Quantomeno, non questa volta", secondo l'analisi realizzata dall'Ufficio Studi di Sofia SGR, società di gestione patrimoniale indipendente specializzata nel wealth management. Il dollaro ha perso sette figure, l’euro si è riportato a 1,12 (dopo il minimo di aprile in area 1,05), il Bund decennale ha perso quattro punti in meno di dieci sedute e dall’altra parte dell’Oceano il Treasury ha perso tre punti percentuali. 
Per gli analisti di via Fiori Oscuri "dollaro e Bund non sempre sono un rifugio efficiente e talvolta può risultare utile una gestione attiva del cash", vero asset de-correlante nelle fasi di criticità che coinvolgono tutte le asset class.

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.