La parola chiave nell’outlook 2026 di Indosuez Wealth Management è “ricalibrazione”. Ricalibrazione delle politiche monetarie, con le banche centrali di tutto il mondo (sviluppato ed emergente) pronte ad aggiustare la rotta, o a correggerla se necessario, dopo un 2025 di cambiamenti nell’ordine economico globale. E ricalibrazione dei portafogli,con un’allocazione più bilanciata e diversificata tra diverse asset class, a cominciare dagli emergenti e dall’oro. È questa, in sintesi, la visione d’investimento per l’anno a venire della banca privata parte del gruppo Crédit Agricole. L’outlook è stato presentato in un incontro con la stampa tenutosi ieri, 27 gennaio, a Milano. Per l’occasione sono intervenuti il CIO Alexandre Drabowicz insieme al responsabile per l’Italia Bonaventura Canino e ad Andrea Germani, responsabile mercati e soluzioni di investimento di Indosuez WM in Italia.
Un messaggio chiave: “Restate investiti”
Dall’outlook emergono cinque messaggi chiave per gli investitori. Il primo è semplice e diretto: “Restate investiti”, enuncia Drabowicz. “Lo scenario macroeconomico è favorevole, le banche centrali sono pronte a supportare la crescita, e ci sono opportunità di investimento in diversi settori”, dall’IA alle small cap, dalla difesa alle infrastrutture.
Il consiglio è giustificato dalle previsioni di Indosuez Wealth Management per il 2026. In particolare, gli esperti della banca privata stimano una crescita robusta negli Stati Uniti, guidata anche dall’afflusso di capitali da parte delle aziende che investono nel Paese, sino a un +2,7% nel 2026 e un +2,1% nel 2027. “Anche in Europa sta tornando la crescita, dopo anni di stagnazione, anche grazie agli investimenti in Difesa e infrastrutture annunciati dal governo tedesco”, rileva Dabowicz, prevedendo un’accelerazione dal +1,2% nel 2026 al +1,8% nel 2027.
Anche l’inflazione, afferma il CIO, sembra sotto controllo: “Come avevamo previsto già a fine 2024, le tariffe hanno avuto uno shock solo temporaneo sull’inflazione, che sta scendendo anche negli USA anche se non raggiungerà il target del 2% nell’immediato”. Le previsioni vedono un livello del 2,3% negli Stati Uniti e del 2,1% in Europa nel 2027. Abbastanza per permettere alle banche centrali di procedere a ulteriori tagli dei tassi: Indosuez WM ne stima uno a testa da parte di Fed e BCE nel 2026, sino a un livello pari rispettivamente al 3,5% negli USA e all’1,17% (terminale) nell’Eurozona.
In questo contesto l’azionario manterrà la propria attrattiva, con buone opportunità nelle small e mid cap, che potrebbero giovare delle ricadute più ampie dell’innovazione tecnologica e dell’IA. Su quest’ultimo fronte, Drabowicz riconosce di non sapere se vi sia una bolla o meno. “C’è una forte polarizzazione su questo tema, il che è positivo perché stimola il dibattito”, commenta. Tuttavia, guardando all’andamento del rally del comparto tecnologico, indicato dall’indice S&P 500 Tech, la visione del CIO è positiva. “Le valutazioni non sono certo a buon mercato, ma non vediamo una discrepanza tra la crescita degli utili e l’andamento dell’indice”, rileva.
Diversificazione e bilanciamento
A seguire, il responsabile investimenti elenca altri due consigli correlati tra loro: diversificare i portafogli tramite una maggiore esposizione ai mercati emergenti (e in particolare alla Cina, “la nostra più grande convinzione per il 2026”, afferma Drabowicz) e cercare un bilanciamento di portafoglio esercitando maggiore prudenza verso il dollaro statunitense e aumentando l’esposizione all’oro.
Il CIO cita diversi fattori che giustificano una visione negativa sul dollaro, nonostante questo rimanga la valuta dominante nel mondo. Alla fine del 2024, la visione di Indosuez WM sul biglietto verde era positiva; “un errore, già lo scorso aprile abbiamo fatto una netta inversione di marcia”, ammette con franchezza Drabowicz. Tra le cause esogene della debolezza del biglietto verde vi è il fatto che molte banche centrali stanno diversificando gli attivi in valute locali o incrementando gli acquisti di oro. Tra i fattori endogeni vi è un mix di deficit pubblico e “minacce all’indipendenza della Fed” da parte dell’Amministrazione Trump, commenta il responsabile.
Per quanto riguarda la Cina, è vero che le esportazioni verso gli Stati Uniti si sono ridotte, ma sono state più che compensate da un aumento degli export verso altre regioni, Asia in primis. Il surplus commerciale cinese è così in aumento e ha superato i 1.200 miliardi di dollari, “continuando a supportare la crescita del Paese”, sottolinea Drabowicz. Inoltre, dopo la crisi del real estate, il governo sta cercando di “ricreare ricchezza attraverso la Borsa”, aggiunge. Che potrebbe diventare la destinazione di una parte dei 22 mila miliardi di dollari di patrimonio complessivo detenuto dalle famiglie cinesi.
Le sorprese del futuro
Gli ultimi due messaggi chiave dell’outlook di Indosuez WM non guardano ai portafogli ma all’esterno. Il primo riguarda le aziende, che sono tornate a investire, con un aumento del Capex dopo quasi due decenni di spese contenute. Il secondo consiste nelle possibili sorprese, negative o positive, che il 2026 potrebbe riservare ai mercati. All’orizzonte si prospettano la rivoluzione tecnologica dell’healthcare, il risveglio dei computer quantistici, l’unione fiscale europea, l’internazionalizzazione e digitalizzazione della valuta cinese. Ma potrebbero esserci altri rovesci imprevedibili. L’importante per gli investitori, conclude Drabowicz, “è mantenere una mentalità aperta”. E un portafoglio pronto ad adattarsi.


