Duration, currency, rating sono le leve su cui puntare

Giandomenico_Ricci
foto: autor Giandomenico Ricci, Flickr, creative commons

Da come vengono percepiti i mercati dell’area euro, in particolare l’indice azionario tedesco Dax che ha raggiunto il suo massimo storico superando gli 11mila punti, risulta un’evidente divergenza tra le stime macroeconomiche secondo gli economisti rispetto alle analisi dei fondamentali che gli strategist usano per le asset allocation di portafoglio. L’idea degli strategist configura il 2015 un anno di svolta per la crescita economica della zona euro al contrario delle proiezioni anemiche fatte dagli economisti che ritengono ancora veritiere le preoccupazioni sia sui rischi deflazionistici sia sulle scarse risorse finanziarie dei paesi periferici, due variabili che attraggono verso il basso l’asticella della crescita economica. Ma quali sono le stime del PIL 2015 per l’area euro? Secondo Corrado Caironi, investment strategist di R&CA, “il divario è molto ampio se si pensa che da un lato vengono proiettate previsioni di un +1% del PIL rispetto a quelle più ottimistiche degli analisti finanziari che spingono fino all’1,8% il risultato finale”.

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