Educazione finanziaria, gli italiani “prudenti” si affidano principalmente a familiari (e consulenti)

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Felix Prado (Unsplash)

Un’attitudine “assai prudente” alla gestione del denaro e una consapevolezza dei cambiamenti in atto (in particolare nel settore previdenziale). Nonostante ciò, le italiane e gli italiani, mostrano una scarsa propensione a informarsi sui media finanziari e preferiscono affidarsi all’interazione personale con persone di fiducia o consulenti. Sono alcuni degli elementi che emergono dalla prima ricerca di Fondazione Anima, ente del terzo settore (ETS) costituito su iniziativa del Gruppo Anima, “L’educazione finanziaria vista dagli italiani”. Lo studio, realizzato in collaborazione con Research Dogma, ha coinvolto un campione rappresentativo di oltre mille persone tra 16 e 74 anni, allo scopo di fotografare la situazione della cultura finanziaria in Italia e individuare strategie per migliorarla. “Gli italiani sono abituati a gestire le proprie finanze in maniera autonoma ma sono disponibili a prendere parte a iniziative di educazione finanziaria, a patto che siano comprensibili, dirette e mostrino soluzioni concrete - commenta Maria Patrizia Grieco, presidente di Fondazione Anima e presidente di Anima Holding  - La strada sarà lunga ma presenta numerose opportunità, sia per favorire l’inclusione dei segmenti di popolazione meno preparati, sia per potenziare le competenze di quelli già attivi, che rappresentano la spina dorsale socioeconomica del nostro Paese”.

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