L’accodamento dei paesi emergenti alla politica monetaria espansiva delle banche centrali delle aree più sviluppate è stato importante vista la perdita di ‘momentum’ del tasso di crescita economica e la pressione al ribasso sui prezzi delle materie prime ed energia. Secondo il calcolo degli analisti americani dal 2008 (post Lehman) a inizio marzo i tagli dei tassi di interesse delle autorità monetarie nel mondo sono stati 556 conteggiando la Cina ad inizio mese e i due recentissimi di India (-25bps) e Polonia (-50bps). In relazione al buon andamento dei mercati obbligazionari, le economie emergenti sembrano aver scontato il possibile impatto dell’aumento dei tassi previsti dalla FED nella prossima estate e non temono neppure il rischio di debolezza della propria divisa, vista la scelta di molte banche centrali di proseguire la svalutazione con l’intento di posizionare a livello più competitivo le proprie esportazioni.
Emergenti, la selezione è fondamentale. E sulla valuta locale ci sono opportunità

Simon Cunningham
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