Equita: confermati i deflussi dai fondi PIR ordinari, ma i PIR alternativi “tengono”

Sebastian Svenson Unsplash
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Il rosso del 2023 potrebbe vedere qualche segnale di ripresa nel corso del 2024. L’analisi di Equita sull’andamento dei fondi PIR in Italia prende atto della raccolta negativa di questi strumenti nel corso dei 12 mesi precedenti, con un segno meno attestato da Assogestioni per oltre 2,5 miliardi nell’anno, trascinato dai deflussi registrati dai PIR ordinari per 2,76 miliardi (599 milioni nel 4° trimestre), e solo parzialmente controbilanciato dai 200 milioni raccolti dai PIR alternativi (di cui 134 milioni nel 4° trimestre). Risultato quest’ultimo definito da Luigi De Bellis, co-head Ufficio Studi Equita, come indicativo della “resilienza” dello strumento. L’esperto, nell’ultimo PIR Monitor diffuso dalla società, indica che “il trend dei deflussi, tuttavia, sta gradualmente rallentando”, e vede la possibilità di una stabilizzazione nei prossimi trimestri, “nonostante la visibilità resti ancora bassa su un potenziale recupero dei flussi”. In questo scenario, un ruolo importante è giocato dai BTP (che nell'emissione del 6 maggio ha registrato acquisti per 3,7 miliardi nel primo giorno), la cui attrattività “si traduce in un aumento della concorrenza sui risparmi privati”, ma è prevista in diminuzione man mano che si avvicina la riduzione dei tassi d’interesse.

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