L'annus horribilis dei PIR

Finance
Pavan Trikutam (Unsplash)

Non c’è pace per i PIR. Archiviato un 2022 con segno meno (i piani individuali di risparmio, tra ordinari e alternativi, perdevano 492 milioni di euro, secondo Assogestioni) i deflussi del 2023 continuano a essere ingenti. Anzi. Segnano un rosso che fin dalla loro nascita non si era mai registrato. Con la pubblicazione dei dati del quarto trimestre 2023, il quadro generale non è affatto positivo: i PIR si lasciano a casa 2,5 miliardi di sottoscrizioni, con masse in gestione pari a 18,5 miliardi. Nello specifico i fondi PIR ordinari perdono 2,75 miliardi mentre gli alternativi chiudono l’anno con un guadagno di 200 milioni.  “La tendenza dovrebbe stabilizzarsi nel corso del 2024, ma la visibilità su una potenziale ripresa rimane per il momento molto bassa”, dice Andrea Randone, head of Mid Small Cap Research di Intermonte.

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