Equity internazionale, la scelta strategica di Banca Aletti

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Davide Fossati. foto ceduta (Banca Aletti)

La banca è dotata di un modello proprietario quali-quantitativo che gestisce l’intera offerta della rete private e retail in ottica prodotti equivalenti. Il processo di selezione genera uno scoring esclusivo incrociando dati storici, valutazioni prospettiche e costi. “Per quanto riguarda gli aspetti ESG, le risultanze del modello vengono arricchite con i riferimenti agli art.8 e art.9 del regolamento SFDR”, spiega Davide Fossati, strategist e fund selector del team Consulenza e Active Advisory di Banca Aletti. “I dati sono integrati con un questionario di due diligence ESG interno, compilato dall’asset manager. L’obiettivo è di indagare la struttura aziendale, le caratteristiche dei prodotti ed il processo d’investimento della fabbrica prodotto in tema di finanza sostenibile. Si tratta di azioni che nel medio lungo termine offrono premi al rischio attraenti, valutazioni selettivamente economiche e volatilità contenuta rispetto agli indici tradizionali. La selezione dei prodotti si concentra sulla ricerca di strategie in grado di generare alpha su temi specifici del segmento ESG: transizione energetica, biodiversità, mobilità sostenibile, nutrizione”.

Quali temi d’investimento

Negli ultimi anni i mercati azionari sono stati dominati da un gruppo ristretto di titoli mega-cap statunitensi e asiatici. Ciò ha determinato un contesto favorevole ai titoli growth e sfavorevole a molti altri settori e fattori d’investimento. “Per esempio, nella fase acuta della crisi pandemica è diventato sempre più evidente il gap valutativo tra temi growth e temi value. Lo sviluppo di vaccini efficaci a novembre 2020 ha avviato una rotazione settoriale, riportando al centro della scena i razionali d’investimento e la ripartenza dell’economia reale”, spiega Fossati. “Il valore inespresso di interi settori come l’energetico o il finanziario sono stati letteralmente riscoperti dal mercato. Come prevedibile, la corsa alle ricoperture è stata finanziata con la liquidazione dei titoli a multipli più elevati: tecnologia, cybersecurity, veicoli elettrici. In particolare, il rimbalzo della crescita post-pandemica sta sostenendo i titoli maggiormente legati al ciclo economico: viaggi e tempo libero, nuovi consumi, infrastrutture”.

Le pressioni sull'inflazione saranno temporanee e le Banche centrali saranno in grado di mantenere la politica monetaria accomodante, almeno sino a quando la ripresa economica non sarà stabile. “Dopo oltre un decennio di QE e stimoli monetari, gran parte dei portafogli degli investitori, obbligazionari o bilanciati che siano, contengono emissioni che rendono meno dell'inflazione e non forniscono protezione in caso di re-pricing. In questo contesto macroeconomico e di mercato gli investimenti azionari sono favoriti”, spiega l’esperto. “Il nostro portafoglio core non si è modificato nel corso dell’anno. L’equity internazionale dividend value rimane la nostra scelta strategica centrale, mentre la componente obbligazionaria è stabilmente investita in asset di qualità per contenere il rischio mark to market e ottimizzare la liquidabilità del portafoglio, in emissioni convertibili per compensare l'asimmetria negativa offerta dai mercati del credito, e inflation linked per proteggere i nominali”.