ESG, ESMA e NCAs impegnate in una “azione comune di vigilanza”

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Mourizal Zativa, Unsplash

Nuova mossa di ESMA in direzione di una maggiore disclosure sulle informazioni relative alla sostenibilità e sull’integrazione dei rischi ESG nei fondi comuni di investimento.

In una nota diffusa il 6 luglio, l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati indica l’avvio sul tema, di una “Common Supervisory Action” (CSA), ossia un’azione comune di vigilanza insieme alle autorità nazionali competenti (NCAs), tra cui l’italiana Consob.

Obiettivo della CSA è “valutare la compliance degli asset manager sottoposti a vigilanza con le disposizioni della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), del regolamento sulla Tassonomia e relative misure di attuazione, comprese le disposizioni pertinenti degli atti di esecuzione delle direttive UCITS e AIFMD sull'integrazione dei rischi di sostenibilità”. L'“azione” sarà portata avanti, secondo il programma indicato da Parigi, nel secondo semestre di quest’anno e fino al terzo trimestre del 2024.

Obiettivi della CSA

Per mettere in atto l’azione, la Consob UE e le autorità nazionali saranno tenute a condividere “conoscenze ed esperienze” su come promuovere la convergenza delle modalità di vigilanza sull'informativa in materia di sostenibilità. Tra gli obiettivi principali:

  • valutare se i partecipanti al mercato (i “financial market participant”) rispettano nella pratica le regole e gli standard applicabili;
  • raccogliere ulteriori informazioni sui rischi di greenwashing nel settore della gestione degli investimenti; e
  • identificare ulteriori interventi normativi e di vigilanza per affrontare il problema.

Priorità strategiche

Si conferma, dunque, la priorità dell’Unione che intende promuovere la trasparenza anche tramite una maggiore convergenza in tema di vigilanza sui rischi derivanti da un'informativa scorretta e fuorviante. La CSA promuoverà questo obiettivo migliorando la comprensibilità delle informazioni ESG fornite dai gestori patrimoniali in tutti i segmenti chiave della catena del valore della finanza sostenibile. Inoltre, i risultati preliminari sull'identificazione dei rischi di greenwashing a livello di entità e di prodotto forniranno un contributo alla relazione finale dell'ESMA sul greenwashing.