Torna la volatilità sui mercati “un picco non comparabile con episodi visti in precedenza”, ma sintomo di un “ritorno di incertezza”, afferma Andrea Conti, responsabile macro research nella view su aprile di Eurizon. E questa incertezza è in gran parte dettata dalle decisioni dell’amministrazione Trump. “I mercati hanno declinato il tema della guerra commerciale più come un rischio per l'economia americana (che li sta decidendo) che non per le altre che stanno prendendo contromisure”. In realtà le condizioni dell’economia USA restano buone, si assiste però a un deterioramento sugli indicatori di fiducia. Oggi, 2 aprile, è il giorno della verità per certi versi, e mentre si scrive le scelte degli Stati Uniti sull’introduzione dei dazi commerciali restano confermate. Tuttavia secondo Conti il fatto che si introducano queste tariffe, in qualche modo, porrebbe un freno all’incertezza e quindi potrebbe avere, comunque, “uno sviluppo positivo”.
Banche centrali: elemento di compensazione
L’incertezza sui mercati, che si riflette in particolare sulle borse statunitensi, ha un riflesso anche sull’obbligazionario, con i tassi governativi USA in tendenziale discesa, “mentre quelli in eurozona sono in risalita a riflettere le contromisure in termini infrastrutturali e di difesa decisa dai governi”. Tuttavia le banche centrali, ancora una volta, possono fungere da “elemento di compensazione” della volatilità. “Sono tornate attese di ribasso dei tassi da parte della Fed”, afferma Conti, mentre non cambiano le aspettative sulla BCE che dovrebbe proseguire verso l’obiettivo intorno al 2 per cento.
Asset allocation
Le implicazioni per i mercati, dunque, “non cambiano più di tanto” e a livello di asset allocation nell’obbligazionario governativo Eurizon mantiene un giudizio neutrale duration relativa all’Eurozona (tassi tedeschi) e sulla duration degli USA, con una preferenza per i titoli legati all’inflazione. Positivo il giudizio sui titoli governativi periferici dell’Eurozona, “concentrato sull’Italia”. Neutrale (da positivo) anche il giudizio sulle obbligazioni a spread corporate (“come combinazione di un giudizio positivo per le componenti dell’Eurozona e negativo per quelle USA”) e sulle obbligazioni dei Mercati emergenti in valute forti.
Sul fronte azionario, l’incertezza politica, come detto può generare temporanea volatilità; a supporto però la prosecuzione del ciclo economico. A livello geografico la preferenza relativa va per l’Europa, che può beneficiare di un quadro macro in miglioramento oltre che dell’avvio dei negoziati tra Russia e Ucraina. Resta dunque un giudizio positivo sull’azionario.

