Europa, la volatilità ha un prezzo

406021618_f7e78c99ff_z
foto: autor ruurmo, Flickr, creative commons

Le elezioni britanniche hanno mostrato quanto sono premiati esiti stabili del voto. Mentre troppa poca importanza è stata data a questa parola in Italia e in Europa. Gli scossoni che si ricevono ogni volta che arrivano notizie sul fronte del salvataggio Grecia ne sono una prova. Così, a fronte di risultati buoni (venerdì scorso l’Europa ha presentato dati con un tasso di occupazioni in crescita), l’Europa è malata di volatilità. Sì, c’è parecchia apprensione sui mercati finanziari europei e anche in senso globale tanto che, di recente, le oscillazioni dei tassi dei titoli pubblici a lungo termine sono state forti. Eppure è bene considerare che i dati di previsione macroeconomica per i prossimi 18 mesi sono positivi, e soprattutto nel vecchio continente permane un elemento sostanziale, ovvero l’iniziativa ultra espansiva di Quantitative Easing della BCE, partita a marzo e che rimarrà aperta fino al settembre 2016.

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.