Fiorini (Generali Investment): "Un approccio 'flessibile' per battere il benchmark con la gestione attiva"

Stefano Fiorini
Stefano Fiorini, foto ceduta (Generali Investment Partners)

Il benchmark è un obbligazionario governativo. Tuttavia la necessità di una maggiore “flessibilità” impone un discostamento (in alcuni casi importante) dall’indice di riferimento. L’obiettivo? Sovraperformare l’indice di riferimento con una volatilità inferiore, creando un portafoglio con esposizioni fuori benchmark anche se sempre all’interno dell’ampia cornice del fixed income. Le indicazioni alla base del Fondo Alto Internazionale Obbligazionario di Generali Investment Partners perimetrano l’azione del comparto che, seppur vanti 24 anni di storia (è stato creato nel 1999), dal 2017 ha introdotto un cambio di prospetto che ha scardinato la precedente struttura, con la concessione di un approccio più flessibile al gestore e la garanzia di una gestione attiva che, nei mesi difficili del 2022, ha consentito di limitare le perdite e mettere in atto un recupero già all’inizio di quest’anno. Il comparto, che ha ottenuto Rating FundsPeople 2023, dallo scorso marzo è anche ex articolo 8 SFDR. Il cambio nello stile di gestione, spiega Stefano Fiorini, global fixed income fund manager della società, che gestisce il fondo dal 2017 “offre la possibilità di prendere posizioni in maniera più flessibile, anche attraverso derivati. Ad esempio, se si vuole un’esposizione a una determinata valuta, non è necessario comprare un bond ma si può passare dall’acquisto di un derivato: questo consente di avere esposizione valutaria senza prendere il rischio tasso”.

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