Fondi pensioni versus TFR

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foto: autor Nico.Cavallotto Flickr, creative commons

L’inflazione ai minimi rende appetibili i fondi pensione che, nella gara con il Tfr (ovvero il trattamento di fine rapporto), finiscono per avere la meglio. Una situazione anomala che fa avanzare anche i fondi negoziali. Si ricorda che ai fondi pensione negoziali possono aderire i lavoratori dipendenti pubblici e privati e i lavoratori autonomi per i quali sussista un fondo di riferimento o di categoria. Se si dà uno sguardo ai numeri, in altre parole, i fondi in questioni sono orientati a chiudere il primo semestre dell’anno con un rendimento netto di oltre il 3%.

Mediamente, la performance del periodo che va da gennaio a maggio 2014 è stata del 3,19%, vale a dire quasi cinque volte in più rispetto alla rivalutazione netta del Tfr in azienda, che nel periodo si è attestata allo 0,67%. Percentuali che potrebbero presto superare la performance ottenuta lungo tutto il 2013, che è stata pari al 5,4% medio, contro l’1,7% del Tfr. La differenza, però, questa volta non la fanno più e solo le piazze azionarie (come era avvenuto lo scorso anno). Ha spuntato i risultati migliori chi è riuscito a sfruttare la riduzione dello spread dei Btp. Con il governo Renzi, infatti, è partita una vera a propria corsa all’acquisto dei titoli di Stato italiani che ha fatto abbassare drasticamente il differenziale che dai 216 punti di inizio anno oggi viaggia sui 150-160 punti.

In linea di massima, comunque, c’è anche chi, pur avendo un fondo negoziale, sceglie su base individuale di aderire a un fondo aperto o a un Pip. È bene sapere che si perdono gli sgravi fiscali legati al contributo del datore di lavoro. Il che significa che l’alternativa, in termini di rendimenti offerti, deve essere allettante e duratura nel tempo (altrimenti rischia di trasformarsi in un boomerang). Occorre insomma tener presente che se si rinuncia al versamento del contributo datoriale defiscalizzato (fino ad un tetto massimo complessivo per il fondo pensione di 5.164 euro c’è la deducibilità dal reddito, abbattendo l’imponibile e dunque con un risparmio commisurato alla propria aliquota marginale) di fatto si sta rinunciando ad accantonare una parte di risorse. 

Rendimenti dei fondi pensione rispetto al Tfr

  2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 1º trim 2014
Fondi pensione negoziali 2,10% -6,30% 8,50% 3% 0,10% 8,20% 5,40% 1,80%
Fondi pensione aperti -0,40% -14% 11,30% 4,20% -2,40% 9,10% 8,10% 1,80%
Pip nuovi –  3,50% 3,50% 3,80% 3,50% 3,80% 3,60% n.d.
Unit linked -24,90% 16,30% 5,20% -5,70% 8,90% 12,20% 0,80%
Rivalutazione del Tfr 3,10% 2,70% 2% 2,60% 3,50% 2,90% 1,70% 0,40%

Fonte: COVIP.

*i dati 2014 delle gestioni separate non sono ancora disponibili