Geopolitica e mercati: nuovi equilibri globali emergenti

Geopolitica inevidenza
Andrea Calef, Riccardo Alcaro, Enrico Verga, foto Francesco Prandoni per FundsPeople

La crescente instabilità geopolitica e la ridefinizione degli equilibri economici globali stanno modificando profondamente il contesto in cui operano investitori e asset manager. Le tensioni tra blocchi, il riassetto delle catene di approvvigionamento e la centralità delle materie prime stanno progressivamente sostituendo la logica della globalizzazione con dinamiche più regionali e frammentate. Secondo le ultime statistiche, la frammentazione geoeconomica potrebbe ridurre il Pil globale fino al 7% nel lungo periodo, segnalando l’entità del cambiamento in atto e le possibili implicazioni sistemiche per mercati e crescita. In parallelo, il ruolo delle commodity torna centrale non solo come driver inflattivo ma come leva geopolitica, mentre le banche centrali si muovono in equilibrio tra sostegno alla crescita e contenimento dei prezzi. In questo scenario, le prospettive macro diventano più difficili da interpretare e richiedono un approccio integrato tra analisi economica e lettura politica degli eventi, con una crescente attenzione ai rischi esogeni. La volatilità non è più un’anomalia ma una componente strutturale dei mercati. È partendo da questa considerazione che si sono confrontati gli ospiti intervenuti alla seconda edizione dell’evento organizzato a Milano da FundsPeople il 16 aprile, “Il giorno del fund selector”, offrendo una chiave di lettura articolata su come geopolitica, materie prime e dinamiche macro stiano ridefinendo le strategie di investimento e i rischi sistemici.

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