Dopo aver tagliato i tassi di 100 punti base tra settembre e dicembre 2024, la Fed ha messo in pausa le politiche monetarie accomodanti, in attesa di conoscere gli sviluppi per un’economia statunitense robusta, ma sotto la minaccia di un possibile ritorno dell’inflazione scatenato dai dazi dell’Amministrazione Trump. Stando a dati CME FedWatch Tool, i mercati oggi prezzano una probabilità minima (appena il 2,5%) di un taglio dei tassi a marzo, e in totale le aspettative si sono ridotte da due tagli a un singolo ribasso dello 0,25% nel corso del 2025. In Europa, invece, i mercati si attendono almeno tre tagli da qui alla fine dell’anno, con un 60% di probabilità di un primo ribasso già ad aprile. Le recenti dichiarazioni rilasciate al Financial Times da Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, sembrano però suggerire che anche l’istituto centrale europeo potrebbe quantomeno prendere in considerazione di rivedere le proprie politiche accomodanti. L’andamento dei tassi e le aspettative sulle politiche monetarie sono fondamentali nel determinare la forma e l’inclinazione della curva dei rendimenti obbligazionari. Maggiore è l’incertezza, maggiore deve essere la capacità degli investitori di gestire correttamente l’esposizione alla duration del proprio portafoglio. Su questo tema si è concentrata la seconda parte della tavola rotonda di FundsPeople.
Gestire la duration nei portafogli obbligazionari tra spread e tassi

Tavola rotonda FundsPeople obbligazionario. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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