Giappone, ecco perché rappresenta un'opportunità di investimento per Comgest

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Yoshitaka Ando, Flickr, Creative Commons

Prende forma il nuovo governo del Giappone con l'insediamento, pochi giorni fa, del primo ministro Fumio Kishida. Le sfide dell'esecutivo saranno quelle di mantenere sotto controllo la pandemia di COVID-19, dopo un primo ritardo sul piano delle vaccinazioni e di rilanciare l’economia nazionale.

Il Paese rappresenta inoltre una grande opportunità di investimento quando si guarda ai mercati asiatici. “Oltre al continuo successo delle strategie azionarie Europa, World e paesi emergenti, abbiamo anche constatato un interesse crescente verso il nostro fondo Comgest Growth Japan, che permette di avere un’esposizione azionaria con stile Comgest indiretta verso l’Asia e la Cina. Continuiamo a pensare che i rendimenti azionari nel lungo periodo siano interessanti e che possano offrire una buona diversificazione. Il nostro stile di gestione permette di ottenere questo tipo di diversificazione ma con un approccio difensivo grazie alla qualità e crescita delle aziende in cui investiamo, generalmente meno esposte alla volatilità dei cicli economici” spiega a Richard Kaye analista e gestore dell’azionario giapponese di Comgest in occasione di una presentazione alla stampa specializzata.

Prospettive di lungo termine

A sostegno dell'investimento in Giappone ci sono due supporti, uno rappresentato da prospettive di lungo termine e l'altro da prospettive di breve. “Sul lungo periodo, le prospettive per il mercato azionario giapponese sono promettenti ma bisogna sottolineare che questo rimane un mercato difficile da navigare, specialmente per gli investitori stranieri poiché non c'è abbastanza ricerca di qualità. In media, ciascuna delle 3.700 società quotate in Giappone è seguita solo da sette analisti, rispetto ai 40 analisti per componente dell'indice negli Stati Uniti. Questo significa che il Giappone rimane un mercato incompreso" spiega il gestore di Comgest.

Un elemento che sottolinea più volte è quello relativo a un gap di tipo culturale tra gli investitori occidentali e il Giappone. Ma non solo: "L’azionario giapponese offre un'esposizione relativamente economica e liquida alle tendenze globali attraverso società di lunga data con bilanci solidi che sono poco conosciute dalla maggioranza degli investitori. Oltre alle società globali e molto conosciute ci sono un sacco di aziende meno note che stanno cavalcando il trend del cambiamento del Giappone che include la regolamentazione dell'industria giapponese e un cambiamento importante dello stile di vita dei Giapponesi che, a sua volta, si ripercuote molto positivamente sull’economia domestica e vede la nascita di nuove aziende" prosegue Kaye.

Lo sviluppo di istanze esg

Dunque gli investitori potrebbero avere difficoltà a farsi un'idea del reale potenziale del mercato giapponese e ancor più difficile risulta comprendere a che punto sia il Paese quando si tratta di sostenibilità.

"Per noi di Comgest, i fattori ESG sono inclusi nell’analisi fondamentale. A nostro avviso, la migliore governance non è soltanto il risultato di riforme del governo, ma dal fatto che molte aziende hanno compreso che è nel loro interesse un progresso in questo senso. Per quanto riguarda la "E", per esempio, le cifre e i punteggi dell'impronta di carbonio non sono sufficienti – la vera attenzione ai fattori ESG si esplica nell’incontro con le aziende e nella costruzione di un dialogo sulla loro situazione per conoscere quali sono i loro obiettivi e progetti. Infatti abbiamo una bella storia in ambito di engagement" spiega Kaye.

L'esperto ha segnalato come caso interessante quello dell'azienda Suzuki, che è classificata quasi come non investibile da molti provider di dati ESG, a causa di inesattezze sulla dichiarazione delle emissioni in Giappone, problemi di lavoro in India e domande legittime sulla trasparenza del consiglio di amministrazione. Tuttavia, l'azienda ha nominato tre direttori non esecutivi con background ESG rilevanti e si sta impegnando molto con gli investitori e, come testimoniato dall'esperto di Comgest, stanno facendo lo stesso molte altre aziende giapponesi, già in marcia verso un miglioramento significativo degli aspetti relativi agli ESG.