La centralità degli investimenti ESG per gli investitori istituzionali trova ancora una volta conferma nei numeri. Cresce, nel 2023, la quota di quanti dichiarano di adottare già politiche di sostenibilità e, tra quanti non hanno ancora operato questo “cambio di passo”, la stragrande maggioranza ha posto le basi di un’accelerazione in tal senso. Certo è che in molti casi i prodotti socialmente responsabili sono già presenti in portafoglio pur in assenza di un’esplicita policy ESG dell’ente. Questi, e altri risultati, emergono dalla survey condotta dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e realizzata con il patrocinio dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e della Federazione Banche Assicurazioni e Finanza (FeBAF) presentata ieri 19 aprile a Roma nel corso del “Forum ESG e sul Welfare Integrato”, organizzato da Itinerari Previdenziali presso la sede Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense. “La capacità di mettere a fuoco questo tipo di problematiche e di alzare l’asticella dell’ente in termini di aspettative e di qualità dei prodotti si configura come esigenza centrale”, ha commentato il presidente della Cassa, Valter Militi, in apertura della mattinata di lavori, sottolineando come l’ente (e altri attori istituzionali) si sia dotato di un team dedicato, appunto, alle tematiche oggetto di analisi.
Gli istituzionali accelerano negli investimenti ESG. E cresce la necessità di dati “omogenei”

Itinerari Previdenziali
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.