Gli istituzionali si preparano al nuovo ciclo economico

Itinerari Previdenziali
Itinerari Previdenziali

La necessità di far incontrare le proposte delle case prodotto con gli obiettivi degli investitori istituzionali fa i conti, da un lato, con una situazione epidemiologica in divenire, dall’altro con le risorse messe a disposizione dall’Unione europea nel Next Generation EU. Le sei “missioni” (dalla digitalizzazione, alla transizione sostenibile, alla salute) in cui si articola la declinazione nazionale del piano europeo, il noto Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), si configurano come una robusta opportunità per fondazioni di origine bancaria, casse e fondi pensione, e inducono gli osservatori a un “cauto ottimismo” sull’andamento dell’economia nei prossimi mesi. Tuttavia questi attori devono essere coadiuvati nell’attività di investimento. E in questo perimetro si colloca, appunto, l’analisi di fine anno di Itinerari Previdenziali, discussa nel convegno “Recovery Plan, gli investitori istituzionali protagonisti della ripresa”, che si è tenuto ieri interamente online e che ha visto, tra gli ospiti, anche il direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti. “Stiamo vivendo la fine di un ciclo economico e sociale iniziato nel secondo dopoguerra”, commenta Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, “ci avviamo verso un nuovo ciclo caratterizzato da un transizione demografica (l’invecchiamento della popolazione ci indurrà a cambiare l’organizzazione sociale in fatto di lavoro e di sanità, ad esempio) e da una transizione ecologica”. E il cambiamento è palpabile anche nell’azione delle fabbriche prodotto e degli investitori che si spostano dagli investimenti tradizionali a investimenti focalizzati sulla transizione.

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