Green Bond, successo per la prima emissione di Credem destinata a investitori istituzionali

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Rossella Manfredi, foto ceduta (Credem)

Un passo in avanti nel settore delle obbligazioni verdi italiane. Il 13 gennaio, Credem ha lanciato con successo il suo primo green bond, destinato a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 600 milioni di euro e una richiesta del mercato di quasi due volte l’offerta (1,1 miliardi). L’emissione, specifica il gruppo bancario, è avvenuta nell’ambito dell’ESG Framework, approvato di recente al fine di consentire l’emissione di obbligazioni destinate al finanziamento e/o al rifinanziamento di attività con un impatto positivo in termini di sostenibilità ambientale e sociale.

Il green bond, si legge in una nota, costituisce una nuova opzione all’interno dell'attività di raccolta del Gruppo e si inserisce nel percorso più ampio che punta a creare valore nel lungo termine per gli azionisti e per gli stakeholder integrando i fattori sociali e ambientali nei processi decisionali, oltre a proseguire nel costante sostegno allo sviluppo del Paese. “Siamo molto orgogliosi di aver finalizzato la nostra prima emissione di obbligazioni green”, ha dichiarato Rossella Manfredi, responsabile Business Unit Finanza. "Questa operazione inaugura la nostra nuova strategia di funding che vuole contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi che il Gruppo si è dato nell’ambito della sostenibilità del proprio modello di business”.

Rating e scadenza

Il green bond Credem ha rating atteso Baa3 da parte di Moody’s con scadenza il 19 gennaio 2028 (avrà una durata di 6 anni) e possibilità di rimborso anticipato al penultimo anno, con uno spread di 105 punti base sopra il tasso Mid Swap di riferimento. È previsto il pagamento di una cedola annuale dello 1,125 per cento. L’emissione obbligazionaria è stata collocata da un sindacato composto da Crédit Agricole, che ha anche svolto il ruolo di green structuring advisor e global coordinator dell’ESG framework del Gruppo, Société Générale, Natixis e Barclays in qualità di joint lead managers. Il 59% dell’emissione è stata collocata a investitori istituzionali italiani, mentre il restante 41% è stato collocato ad investitori stranieri, principalmente Francia (20%) e Germania/Austria/Svizzera (9%). In termini di tipologie di investitori hanno partecipato alla sottoscrizione dell’emissione banche (38%), società di asset management (52%) e società assicurative (6%). La presenza di investitori ESG è stata superiore al 50% del totale collocato.