Haefele (UBS GWM): "Mercati proiettati verso una velocità di fuga"

Haefele (UBS GWM)

Tre grandi forze determineranno dei mercati nel 2026: l'IA, le politiche fiscali e l'orientamento delle banche centrali. Insieme, potrebbero fornire una spinta sufficiente a imprimere una "velocità di fuga" agli indici, sospingendoli verso nuovi record. Dall'altro lato il peso del debito, la deglobalizzazione e gli ingenti finanziamenti necessari per lo sviluppo dell'IA rappresentano le forze gravitazionali che potrebbero mantenere i mercati ancorati alle dinamiche cicliche più tradizionali, attirandoli quindi al ribasso. Su questi temi indaga l'outlook "Year ahead 2026" di Mark Haefele, CIO di UBS Global Wealth Management.

Monetizzare l'IA

Al centro del dibattito vi è il potenziale dell'IA. Il report di UBS WM proietta una crescita degli investimenti capex in IA pari a 4.700 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2030, che andranno a sommarsi ai 2.400 miliardi già annunciati dalle aziende nel solo 2025. Il potenziale fatturato derivante da queste attività è ampio. Il calcolo di UBS parte dal presupposto che il fattore lavoro pesi per il 50% dell'economia globale. Se l'IA potesse automatizzare un terzo dei compiti prima svolti dagli umani, e se i fornitori fossero in grado di catturare un 10% di questo valore sotto forma di introiti, allora il fatturato di lungo termine dell'IA incassato dagli utenti finali potrebbe raggiungere i 1.500 miliardi di dollari. Il CIO di UBS WM sottolinea i rischi di turbolenze in un percorso che, probabilmente, non sarà lineare; nondimeno, pur ricordando la necessità di prudenza da parte degli investitori, Haefele ritiene che i trend del capex e la rapidità di adozione dell'IA saranno sufficienti a spingere le azioni collegate all'IA verso nuovi record nel 2026. La raccomandazione dell'esperto è di investire in modo bilanciato e diversificato tra infrastrutture e cloud (gli "enabler" dell'IA), software e algoritmi (l'"intelligence") e le applicazioni finali.

Visioni di crescita

L'outlook di UBS Global WM prevede una crescita robusta nel 2026, sostenuta da condizioni finanziarie più favorevoli e da politiche fiscali accomodanti, in un contesto generalmente favorevole per gli investimenti azionari. Negli Stati Uniti la crescita è prevista all'1,7%, a livelli simili a quelli del 2025; l'effetto accelerante dell'IA potrebbe infatti essere contenuto da un mercato del lavoro più debole e dall'impatto dei dazi, con l'inflazione stimata a un picco del 3% nel secondo trimestre.

Il PIL dell'Eurozona dovrebbe crescere dell'1,1%, frenato dalla prudenza dei consumatori e dagli alti tassi di risparmio; l'inflazione nella regione dovrebbe scendere al di sotto del target del 2% della BCE, e i piani di spesa annunciati dalla Germania potrebbero imprimere un'accelerazione all'intera economia nel corso dell'anno. La crescita economica dell'APAC dovrebbe raggiungere il 5% nel 2026, guidata da temi regionali come il potenziamento delle filiere tecnologiche, l'aumento dei consumi in Giappone e in India, la crescita del credito a livello locale. La Cina perseguirà un obiettivo di crescita compreso tra il 4,5% e il 5% nel corso dell'anno, concentrandosi sull'innovazione tecnologica e industriale.

Tre scenari per il 2026

In base ai possibili sviluppi dei vari temi delineati nell'outlook, UBS GWM delinea tre scenari alternativi. Il primo è quello base, in linea con le stime di cui sopra. Il secondo scenario, rialzista, si fonda sul boom tecnologico, con l'IA che traina profitti e produttività. La crescita degli USA resta solida e anche le altre economie globali ne giovano. I dazi scendono al di sotto del 10%, un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina migliora il sentiment del mercato, le banche centrali non inaspriscono le politiche monetarie. Il terzo scenario, ribassista, vede un'inversione dei trend positivi, con il rallentamento degli investimenti in IA, della crescita USA e dei tagli aggressivi da parte di Fed e BCE.

Conclusioni d'investimento

"Per navigare in questi cambiamenti strutturali, gli investitori devono adattare le loro strategie concentrandosi sui settori e sui temi in cui confluiscono i capitali e avviene la trasformazione", commenta Haefele. Il rapporto evidenzia quindi una serie di strategie di investimento per posizionare correttamente i portafogli nel 2026. Nel dettaglio, il CIO di UBS GWM raccomanda di aumentare l'esposizione azionaria, attendendosi un rialzo dei listini globali del +15% nel 2026; e di destinare fino al 30% della componente equity ai trend strutturali come IA, longevità, transizione energetica. La preferenza settoriale va quindi a tech, sanità, utility e banche. A livello geografico, la Cina potrebbe riservare opportunità senza paragoni, grazie agli elevati flussi di liquidità, e un aumento stimato degli utili per le aziende cinesi pari al +37% nel prossimo anno. In Asia, l'esposizione a India, Singapore e in generale ai mercati emergenti dovrebbe aiutare a diversificare i portafogli e aumentare ulteriormente i rendimenti.

Positivo anche l'outlook sulle materie prime, grazie alle dinamiche positive di offerta (limitata) e domanda (in crescita), soprattutto per quanto riguarda rame, alluminio, materie prime agricole e oro. Nel reddito fisso, i rischi di un debito crescente dovrebbero orientare gli investitori verso obbligazioni di alta qualità. Importante, secondo gli esperti di UBS GWM, la strategia valutaria, con euro, dollaro australiano e corona norvegese preferiti rispetto a un dollaro statunitense ancora sotto pressione per via delle prospettive di tagli dei tassi Fed.