Riflettori puntati sul Giappone: proprio mentre l’anziano imperatore decide di uscire di scena e il recente rally dello yen getta un'ombra sull'economia, aumentano anche i timori che la Bank of Japan abbia terminato gli strumenti per stimolare crescita e inflazione. Il governo guidato dal primo ministro giapponese Shinzo Abe ha approvato un pacchetto di stimolo fiscale per 13,5 trillioni di yen, cioè una serie di provvedimenti di natura eterogenea, comprendenti stimoli fiscali, investimenti per implementare le infrastrutture, agevolazioni sui crediti di imposta e interventi sul settore turistico. L’obiettivo è sostenere il Pil e riportare l’inflazione giapponese in territorio positivo, visto il quadro non proprio roseo, con gli indicatori sulla fiducia in deterioramento e la flessione della domanda di macchinari. "Per gli scettici, troppo poco per una nazione che langue in una deflazione trentennale, ma è anche vero che gli strumenti alternativi a disposizione sono limitati, considerati i tassi negativi e l’abuso del quantitative easing", spiegano gli esperti di Online SIM.
Le novità più interessanti nel breve periodo potrebbero arrivare dal Sol Levante

foto:flickr:creative commons
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