High yield, chi ha paura dei default?

Tavola rotonda FundsPeople obbligazionario. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Tavola rotonda FundsPeople obbligazionario. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

I tassi di default delle obbligazioni high yield europee potrebbero raggiungere, nel 2025, il 5%: un livello mai visto sin dai tempi della crisi finanziaria del 2009-2010. È la fosca previsione con cui JP Morgan ha chiuso l’anno passato. Nel 2024, il tasso di default si era attestato al 3,3%, per un controvalore di 13,5 miliardi di euro su 14 emittenti societari insolventi. L’aumento previsto per il 2025 è dovuto a due soli casi che si trovano sotto osservazione speciale da parte degli operatori di mercato: Thames Water e Altice France, due dei più grandi emittenti high yield in Europa (o, più precisamente, in UK e Francia). Nel primo caso, evidenzia l’analisi di JP Morgan, il debito interessato da potenziali insolvenze potrebbe ammontare a 22 miliardi di euro, mentre nel secondo si parla di 24 miliardi di euro, raccolti prevalentemente sul continente. Ma la situazione è davvero così cupa per il mercato degli high yield europei, che oggi vale più di 340 miliardi di euro? Oppure, i due casi in questione non sono che l’ennesima dimostrazione di come sia necessario investire negli high yield con un approccio discriminante, basato su un’attenta analisi dei dati fondamentali? A queste e ad altre domande hanno risposto gli esperti riuniti alla tavola rotonda di FundsPeople. La terza parte della discussione si è concentrata proprio sul mercato degli high yield, tra timori di default, gestione del rischio, e ricerca delle opportunità.

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