Le crescenti tensioni geopolitiche e le politiche commerciali dell'amministrazione Trump stanno inducendo i manager a rivedere le proprie posizioni. L'ultimo sondaggioBofA mostra un calo storico delle aspettative di crescita globale, con l'82% dei manager che prevede un rallentamento nei prossimi 12 mesi - il dato più alto degli ultimi 25 anni per questo sondaggio.
Negli Stati Uniti il pessimismo è ancora più marcato, con l'89% degli intervistati che prevede una contrazione dell'economia. In questo contesto di incertezza, i timori di una recessione sono aumentati in modo significativo, con quasi la metà dei manager che prevede un atterraggio duro a livello globale, rispetto all'11% del mese precedente. Nonostante le prospettive negative, l'Europa sembra essere un relativo porto sicuro. Circa il 48% dei gestori europei indica nello stimolo fiscale tedesco un fattore chiave per l'eventuale sganciamento del continente dal rallentamento globale. Tuttavia, il 44% mantiene delle riserve, ritenendo che la natura aperta dell'economia europea renderà difficile che essa sia immune dai rischi globali.
Tra i maggiori rischi evidenziati, l'80% degli investitori teme una guerra commerciale globale, seguita da un possibile aumento dei tassi di interesse da parte della Fed. D'altro canto, il 37% vede ancora le politiche di Trump come un possibile catalizzatore della ripresa globale e il 26% scommette su ulteriori stimoli in Cina.
In questo difficile contesto, FundsPeople evidenza i fondi azionari con una minore esposizione ai ricavi statunitensi, poiché la minore correlazione con l'economia americana può offrire una protezione aggiuntiva agli investitori che cercano maggiore prudenza in questo nuovo ciclo.
Un'analisi generale per categoria permette di capire come l'esposizione ai ricavi statunitensi vari significativamente tra le diverse regioni, il che è anche un indicatore dell'influenza del Paese nel mondo. Gli ultimi dati mostrano che i fondi azionari focalizzati su regioni come la Cina, l'America Latina e l'India hanno, in media, la minore dipendenza dal mercato statunitense, posizionandosi come alternative potenzialmente più resistenti in uno scenario di rallentamento economico negli Stati Uniti. D'altro canto, categorie come le azioni europee a grande capitalizzazione e quelle britanniche continuano a mostrare livelli elevati di esposizione, il che rivela una maggiore incapacità di sganciarsi dal mercato statunitense.
Fonte: Morningstar. Dati aggiornati a fine febbraio.Da questa analisi sono stati esclusi i fondi azionari statunitensi e i fondi delle categorie globali, alternativi e settoriali. Esposizione dei ricavi agli Stati Uniti per fondo e media per ogni categoria.