È un dato di fatto: il mondo del private banking gestisce oltre un terzo della ricchezza degli italiani. Parliamo di 908 miliardi di euro di masse gestite che, secondo le stime di AIPB, potranno diventare 1000 miliardi nel prossimo biennio. I margini di crescita ci sono. Bisogna capire solo come aumentare il peso di questo settore, in un momento di crisi profonda. “Nei primi tre mesi dell’anno incertezza e paura per il futuro hanno fatto crescere liquidità e depositi, e contrarre il risparmio gestito e amministrato”, spiega Paolo Langé, presidente AIPB, nel corso della XVI edizione del Forum del Private Banking. “I portafogli della clientela private sono stati i più colpiti perché esposti ai mercati finanziari più di quanto non lo siano i risparmi delle famiglie retail, composti per oltre il 50% da depositi bancari”. Un dato negativo che, nel secondo trimestre dell’anno, si è attenuato. “La pandemia ha alimentato la consapevolezza generale che il risparmio è un valore, ma se non viene indirizzato verso buoni investimenti rischia di inaridire e da risorsa vitale di trasformarsi addirittura in freno all’economia”, precisa il manager.
I piani del private banking nell'era del Covid-19

foto: autor ccrrii, Flickr, creative commons
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