L’Italia si classifica indietro, rispetto ai Paesi Ocse, in termini di educazione finanziaria, ma in questa classifica negativa, una categoria sconta un ritardo ancora maggiore: quella delle donne. Un gap che, se non colmato, ha delle conseguenze non soltanto in termini economici, ma anche di espressione politica e di partecipazione democratica. Su questo punto, in particolare, si è imperniata l’analisi della ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, nel corso del suo intervento alla conferenza "Donne e cultura finanziaria. Un investimento per il futuro. Come possiamo dare un aiuto concreto? Come superare diffidenza o disinteresse?", organizzato dalla Banca d'Italia in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato nell’ambito del Mese dell’educazione finanziaria (vedi gli altri appuntamenti nella sezione eventi sul nostro sito).
Il gender gap nell’educazione finanziaria, un “ostacolo” anche per la ripresa del Paese

Charles Forerunner, immagine concessa (Unsplash)
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