Il momento della verità per l’Europa potrebbe arrivare a primavera inoltrata

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foto: autor ilpassatore.it, Flickr, creative commons

"La diffusione dei dati sul mercato del lavoro americano ha portato, ancora una volta, ad un aumento della volatilità sui mercati finanziari, non solo su Wall Street, ma anche sulla componente obbligazionaria". A pensarla così è Aldo Martinale, responsabile Funzioni  Studi e Analisi di Banca Intermobiliare. Nonostante si confermi la sostanziale assenza di pressione salariale ed il tasso di partecipazione al lavoro resti molto basso, il forte dato sui nuovi occupati ha riportato di attualità il tema del rialzo dei tassi di interesse. "Su questo fronte restiamo dell’idea che la Yellen potrebbe agire in tempi abbastanza stretti (tra la metà dell’anno ed il terzo trimestre), anche per 'liberarsi' dal condizionamento del primo rialzo, salvo poi procedere con estrema cautela negli incrementi successivi", spiega l'esperto. Un’azione di questo tipo non dovrebbe destabilizzare in misura importante il trend di medio periodo di Wall Street, ferma restando la possibilità che aumenti la volatilità di breve termine (un appuntamento importante per trarre maggiori indicazioni al riguardo sarà il FOMC della prossima settimana).

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