Negli ultimi due anni il mercato obbligazionario è stato attraversato da un cambiamento rapido e profondo. Il ciclo di rialzi dei tassi avviato dalle banche centrali ha riportato rendimento nel reddito fisso dopo oltre un decennio di tassi estremamente bassi, ma ha anche introdotto una volatilità che per molti investitori era diventata inusuale. Oggi il contesto appare diverso: l’inflazione nell’area euro mostra segnali di rallentamento e la politica monetaria entra in una fase meno lineare e più dipendente dai dati macroeconomici. Questa transizione si riflette anche nei mercati obbligazionari europei. I rendimenti restano su livelli relativamente elevati rispetto al passato recente, con il Btp decennale intorno al 3,5% e il Bund vicino al 2,8%, e il carry è tornato a rappresentare una componente rilevante del rendimento nei portafogli. Allo stesso tempo, però, gli spread creditizi risultano compressi e il percorso dei tassi appare più incerto, anche alla luce delle recenti tensioni geopolitiche e delle possibili implicazioni sui prezzi dell’energia e sulle aspettative di inflazione. In questo scenario il reddito fisso torna a essere un pilastro dei portafogli, ma richiede un approccio più selettivo. Duration, credito e posizionamento lungo la curva tornano al centro delle decisioni di investimento, mentre gli investitori si confrontano con la necessità di trovare un equilibrio tra ricerca di rendimento e controllo del rischio. Delle prospettive per il segmento obbligazionario si è discusso nella prima parte della business breakfast di FundsPeople dedicata all’asset class.
Il nuovo corso dell’obbligazionario tra volatilità, carry e gestione attiva

Business breakfast fixed income. Foto Francesco Prandoni per FundsPeople
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