Il renminbi cinese diventa digitale

Stephen Li Jen, CEO di Eurizon SLJ Capital

Pechino ha cominciato a sperimentare, limitatamente a quattro città, l’utilizzo dello yuan digitale (e-CNY). “Se la Banca centrale cinese (PBOC) è la prima a lanciare ufficialmente (in modo soft) una valuta elettronica, circa l’80 per cento delle Banche centrali mondiali sta studiando la fattibilità, la praticità, e le implicazioni della creazione di proprie valute digitali”, spiega Stephen Li Jen, CEO di Eurizon SLJ Capital (controllata di Eurizon in UK).

Le valute elettroniche emesse dalle Banche centrali (definite “central bank digital currencies” – CBDC) si differenziano dalle cripto-valute per l’assenza di anonimato. Nel caso dell’e-CNY, la PBOC utilizzerà la tecnologia blockchain per tracciare i detentori e l’utilizzo di ciascun e-CNY emesso, ossia l’intero corso delle transazioni di ciascun e-CNY. “La PBOC ha forti ambizioni per l’e-CNY al di fuori dei confini della Cina: l’idea è di proporla come una valuta che altri Paesi potrebbero utilizzare per bypassare il dollaro, o la dipendenza dal sistema di pagamenti statunitense SWIFT. Tuttavia, l’e-CNY deve affrontare la sfida della convertibilità”, spiega.

Poiché l’e-CNY verrà emesso come sostituto del contante, e pertanto non genererà interessi, non dovrebbe fare concorrenza ai depositi bancari che generano interessi. “Tuttavia, potrebbe portare vantaggi (quali efficienza, copertura e dati in tempo reale), che le banconote e le monete non possono offrire”, aggiunge. 

Un lancio di successo dell’e-CNY potrebbe contribuire a incrementare il prestigio del renminbi a livello internazionale e come valuta di riserva, a svantaggio del dollaro USA, dell’euro, dello yen, e della sterlina. “Tuttavia, non riteniamo sufficiente questa innovazione per soppiantare l’egemonia del dollaro sulla scena mondiale, considerato che anche la Fed potrebbe emettere dollari digitali in futuro, e probabilmente lo farà”.

La moneta cinese


Fu la Cina a inventare la moneta a corso legale nel VII secolo, e nel secolo XI il governo monopolizzò l’emissione di moneta. Pertanto, appare appropriato che sia la PBOC la prima grande Banca centrale a lanciare una valuta digitale. Le altre Banche centrali potrebbero in futuro seguire il suo esempio, comprese la Fed e la BCE.” L’invenzione della moneta a corso legale conferì ai governi un potere enorme. Per molti versi, le innovazioni nel campo dell’emissione di monete sovrane a corso legale sono rimaste indietro rispetto allo sviluppo del commercio elettronico, e le Banche centrali corrono oggi il rischio di un’erosione del signoraggio, se esse stesse resteranno disintermediate”, spiegano. “Si potrebbe considerare le CBDC come una contromisura alla crescita delle cripto-valute, rispetto alle quali godono del vantaggio chiave di essere meno volatili. È probabile che in un prossimo futuro le CBDC prevalgano come mezzo di scambio, unità di conto, e riserva di valore dominante”.

L’e-CNY potrebbe offrire diversi vantaggi, ma ha anche caratteristiche che potrebbero essere considerate dei difetti. “I dubbi irrisolti riguardo soprattutto la convertibilità al di fuori della Cina. È probabile che nei prossimi anni anche la Fed, la BCE, e altre banche centrali emettano le proprie CBDC, presumibilmente con proprie caratteristiche e contenuti tecnologici (come ad esempio la possibilità di confiscare la valuta digitale in determinate situazioni), che potrebbero determinare la loro popolarità come valute internazionali e avere implicazioni a livello del meccanismo di trasmissione delle politiche monetarie. Nei prossimi anni, sarà di grande interesse osservare lo sviluppo delle diverse CBDC”, conclude l’esperto.