Il ritorno della duration tra cautela e nuove opportunità

Business breakfast su obbligazionario. Foto Christian Santi per FundsPeople
Business breakfast su obbligazionario. Foto Christian Santi per FundsPeople

Dopo anni in cui la duration era stata quasi azzerata dal rialzo dei tassi, il 2025 segna un ritorno d’interesse per questa componente, anche se con un approccio molto più selettivo. Le banche centrali hanno rallentato il ritmo del ciclo restrittivo, ma il quadro resta incerto: negli Stati Uniti il debito pubblico ha superato i 36.000 miliardi di dollari e solo quest’anno andrà rifinanziato circa un quarto dello stock, un fattore che pesa sulla parte lunga della curva. Non sorprende quindi che molti investitori continuino a privilegiare scadenze brevi o intermedie, pur osservando con attenzione i segmenti ultra-long, capaci di offrire convessità e potenziale di copertura in caso di stabilizzazione dei tassi. L’attenzione si concentra anche sulle fonti di rischio: spread compressi, geopolitica instabile e fondamentali che in alcuni casi mostrano segnali di deterioramento. In questo contesto la qualità resta il filo conduttore, soprattutto nel credito investment grade, mentre la gestione attiva si conferma centrale per navigare volatilità e complessità del fixed income. La duration torna ad essere una leva strategica, ma va gestita con gradualità, rigore analitico e diversificazione. Se ne è discusso nell’ultima parte della business breakfast di FundsPeople dedicata all’obbligazionario.

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.