Il sistema pensionistico italiano ha bisogno della previdenza complementare e di ridurre il gender gap

Andrea Rocchetti News
Andrea Rocchetti, foto ceduta (Moneyfarm)

L’incidenza della spesa pensionistica sul PIL, oggi pari al 15,6%, è destinata a crescere fino al 17% nell’arco di 15 anni. È quanto rileva Moneyfarm che, in occasione del mese dell’educazione finanziaria, fa il punto sullo stato dell’arte del sistema pensionistico in Italia. La società di consulenza finanziaria con approccio digitale sottolinea come a determinare la crescita sia la crisi demografica: il numero di nuove pensioni liquidate nel corso del 2023, rilevano gli esperti, “supera di gran lunga quello delle nuove nascite, arrivate a segnare un altro record negativo (379.339 neonati vs 519.879 neopensionati)”. All’equazione si somma un altro elemento: secondo le stime di Moneyfarm, ad oggi soltanto un cittadino su quattro di età compresa tra i 30 e i 59 anni investe in previdenza integrativa. 

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