Il migliore anno di sempre. Intesa Sanpaolo saluta così i risultati al 31 dicembre 2024, in occasione della conferenza stampa di ieri, 4 febbraio, presso gli uffici milanesi in via Monte di Pietà. I risultati 2024 del Gruppo, d’altronde, sono oltre le attese e vedono un utile netto pari a 8,7 miliardi di euro (+12,2% a/a) e interessi netti pari a 15,72 miliardi (+6,9%). Tuttavia la conferenza ha visto anche il netto diniego di Carlo Messina, CEO del gruppo, all’ingresso nell’agone dell’M&A della finanza italiana. “Intesa Sanpaolo vuole portare avanti una crescita endogena: non entreremo in alcuna operazione di M&A in Italia” e su questo punto, insiste, “abbiamo anche un tema di Antitrust, per cui intendiamo rimanere il porto sicuro per quanti, nel Paese, vogliono investire in un’azienda non interessata da operazioni di M&A né domestico né europeo”. Il CEO non è nuovo a queste affermazioni: già nel 2023 aveva escluso l’interesse verso Banca MPS (quando era Rocca Salimbeni il possibile oggetto di interesse da parte di altri istituti) per l’impossibilità di ulteriori M&A sul mercato italiano in quanto “troppo grandi per effettuare operazioni di aggregazione”. E nel rispondere ai giornalisti che chiedevano un’opinione sulla mossa di Unicredit su Generali ha detto: “Non è il modo in cui Intesa Sanpaolo opera”. Certo è che quella di Banca MPS per Messina è comunque da considerare un’operazione di mercato e “salvo considerazioni che riguardano la vigilanza” devono essere gli investitori “a valutare la bontà di un progetto”.
Intesa Sanpaolo, Messina si “smarca” dall’M&A bancario e punta a proseguire la crescita (anche) nel wealth management

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