Sono ancora pochi gli investitori che usano l’IA per esaminare i dati ESG: solo il 10 per cento. Ma la percentuale è destinata ad aumentare: uno su due (il 53%), infatti, ha intenzione di utilizzare l’IA per le proprie analisi future. Sempre la metà degli investitori, però, indica la coerenza e l’affidabilità dei dati come una delle sfide principali all’adozione di sistemi di analisi ESG tramite intelligenza artificiale. È quanto emerge dal sondaggio ESG Global Study condotto da Capital Group in 24 Paesi su 1.130 investitori globali, divisi equamente tra investitori istituzionali e intermediari finanziari. Più in generale, l’indagine evidenzia come, per il 58% degli interpellati, l’impegno alla sostenibilità sia destinato a perdurare di lungo periodo, nonostante le difficoltà e le incertezze politiche e geopolitiche. E una percentuale analoga (il 57%) prevede di aumentare l’allocazione in fondi ESG nei prossimi 12 mesi. L’IA è una delle nuove aree di interesse che emergono dall’edizione 2024 dello studio annuale. Proprio questa maggiore diffusione ha anche sollevato le prime cautele verso i rischi di sostenibilità collegati all’impiego dell’intelligenza artificiale. Il rapporto tra IA e analisi ESG è stato al centro del dibattito tra i fund selector e gli asset manager durante la quarta tappa del FundsPeople Selector Roadshow, organizzata da FundsPeople e tenutasi a Bologna il 15 ottobre. Gli esperti hanno anche commentato il profilo energivoro dell’intelligenza artificiale, le complessità normative, e gli altri rischi di sostenibilità connessi alla nuova tecnologia.
Investimenti sostenibili e intelligenza artificiale: luci e ombre

FundsPeople Selector Roadshow Bologna. Foto Francesco Prandoni per FundsPeople
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