L’economia globale sta vivendo un cambiamento di paradigma che richiede nuovi approcci agli investimenti. Secondo Justin Thomson, head of international equity di T. Rowe Price, “stiamo passando da un mondo di disinflazione benigna a un’inflazione tendenziale più elevata. Da un mondo di massima liquidità a un rapido ritiro della liquidità. Da un mondo di volatilità minima a uno in cui la volatilità sarà probabilmente elevata. Da un mondo che ha visto una rapida e continua globalizzazione negli ultimi trent’anni a un mondo che per certi versi si sta de-globalizzando”. Di fronte a tutto questo è necessario saper leggere i nuovi mercati. E il più grosso cambio di paradigma lo troviamo sui mercati obbligazionari.
Segnali di un picco dei tassi di interesse in Usa potrebbero anche offrire supporto al debito dei mercati emergenti, così come potrebbe offrirlo un rimbalzo dell’economia cinese per gli esportatori dei mercati emergenti. “Siamo più a favore di asset di qualità più elevata rispetto a quelli a leva: il contesto di bassa crescita dovrebbe infatti favorire gli emittenti più stabili. Crediamo che stia iniziando ad emergere valore nelle emissioni societarie investment grade”, spiega Jim Cielinski, global head of fixed income di Janus Henderson. Queste ultime stanno riflettendo meglio il rischio di credito rispetto agli emittenti high yield, con spread ben al di sopra della media.
Investment grade, gli spread cominciano a essere superiori alla media

Ronit Shaked (Unsplash)
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