L'economia italiana sembrerebbe essersi inserita in una traiettoria di crescita moderata ma più solida rispetto al 2025. Il PIL è atteso salire allo 0,8 per cento, sostenuto principalmente dalla domanda interna e da un contributo più favorevole dei consumi e della spesa pubblica. Il contesto europeo resta però eterogeneo: da una parte la svolta espansiva della politica fiscale tedesca che rappresenta un’eccezione nel panorama continentale e avrà solo effetti marginali sull’Italia, dall'altra il commercio internazionale che continua a essere un fattore di volatilità, tra dazi statunitensi e concorrenza cinese. Esordisce così Sylvain Broyer, Chief Economist EMEA, S&P Global Ratings, in occasione del consueto incontro di inizio anno con la stampa specializzata.
Italia, crescita moderata nel 2026. Banche solide tra consolidamento ed espansione del wealth management

S&P Global Rating, Milano gennaio 2026
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